Tutto è iniziato in gran solitudine. Nel 1940, a 25 anni, frère Roger lasciava la sua nativa Svizzera per andare a vivere in Francia, il paese di sua madre. Da molti anni portava in sé la chiamata a creare una comunità dove si concretizzasse tutti i giorni una riconciliazione tra i cristiani, “dove la bontà del cuore fosse vissuta molto concretamente, e dove l’amore fosse al cuore di tutto”. Desiderava inserire questa creazione nelle miserie del momento, e fù così che in piena guerra mondiale si stabilì nel piccolo villaggio di Taizé, in Borgogna, a qualche chilometro dalla linea di demarcazione che divideva in due la Francia. Nascondeva allora dei rifugiati (specialmente ebrei), i quali sapevano che, fuggendo dalla zona occupata, potevano trovare rifugio nella sua casa.
Più tardi dei fratelli lo raggiunsero, ed il giorno di Pasqua del 1949 i primi fratelli si impegnarono per tutta la vita nel celibato, nella vita comune e in una grande semplicità di vita.
Nel silenzio di un lungo ritiro, nel corso dell’inverno del 1952-1953, il fondatore della comunità scrisse la Regola di Taizé, che esprimeva per i suoi fratelli “l’essenziale che permette la vita comune”.
A partire dagli anni cinquanta, alcuni fratelli andarono a vivere in luoghi disagiati per essere accanto a quelli che soffrivano.
Dalla fine degli anni cinquanta, il numero di giovani che si recavano a Taizé cresce sensibilmente. A partire dal 1962, dei fratelli e dei giovani, inviati da Taizé, non smettono di andare e venire dai paesi dell’Europa dell’Est, con la più grande discrezione, per non compromettere quelli che li sostenevano.
Tra il 1962 e il 1989, lo stesso frère Roger ha visitato la maggior parte dei paesi dell’Europa dell’Est, a volte per degli incontri di giovani, autorizzati ma molto sorvegliati, a volte per delle semplici visite, senza aver la possibilità di parlare in pubblico (“Sarò in silenzio con voi”, diceva ai cristiani di questi paesi).
Nel 1966 delle sorelle di Sant’Andrea, una comunità cattolica internazionale fondata da più di 7 secoli, vennero ad abitare nel villaggio vicino e cominciarono ad assumere una parte dei compiti dell’accoglienza. Più recentemente alcune sorelle orsoline polacche sono venute a portare il loro aiuto.
La Comunità di Taizé riunisce oggi un centinaio di fratelli, cattolici e di diverse origini evangeliche, da più di 25 nazioni. A partire dalla sua stessa esistenza, la Comunità è un segno concreto di riconciliazione tra i cristiani divisi e tra i popoli separati.
In uno dei suoi ultimi libri, intitolato “Dio non può che amare” (Elledici), frère Roger descriveva così il suo percorso ecumenico:
“Posso qui ricordare che mia nonna materna ha con intuito scoperto come una chiave della vocazione ecumenica, e che mi ha aperto una via verso la concretizzazione? Segnato dalla testimonianza della sua vita, e ancora molto giovane, seguendola ho trovato la mia propria identità di cristiano riconciliando in me stesso la fede delle mie origini con il mistero della fede cattolica, senza rottura di comunione con nessuno”
I fratelli non accettano alcun dono né alcun regalo. Non accettano per loro stessi le loro eredità personali, ma ne fanno dono ai più poveri. È con il loro lavoro che la comunità si guadagna di che vivere e che condivide con gli altri.
Alcune piccole fraternità si trovano oggi inserite nei quartieri più poveri in Asia, in Africa, in Sud America. I fratelli tentano di condividere le condizioni di vita di quelli che li circondano, si sforzano di essere una presenza d’amore presso i più poveri, i bambini di strada, i prigionieri, i moribondi, quelli che sono feriti in profondità dalla rottura degli affetti e dagli abbandoni umani.
Ogni settimana da inizio primavera a tardo autunno, giovani dai diversi continenti arrivano sulla collina di Taizé. Cercano il significato delle loro vite, in comunione con molti altri. Andando alle sorgenti della fiducia in Dio, sono invitati a un pellegrinaggio interiore che li incoraggia a costruire rapporti di fiducia fra gli esseri umani. Alcune settimane nei mesi estivi, più di 5000 giovani da 75 paesi differenti partecipano così ad un’avventura comune. E questa avventura continua quando ritornano a casa. Essa è espressa nel loro tentativo di approfondire una vita interiore e dalla loro prontezza ad assumersi la responsabilità di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.
Vengono a Taizé anche i leaders delle chiese. La Comunità ha accolto il Papa Giovanni Paolo II, tre Arcivescovi di Canterbury, metropoliti ortodossi, i quattordici Vescovi luterani della Svezia e numerosi pastori da tutto il mondo.
Per sostenere i giovani la Comunità anima "un pellegrinaggio di fiducia su terra". Ciò non significa l’organizzazione di un movimento attorno alla Comunità. Ogni persona è invitata, dopo il suo soggiorno a Taizé, a vivere nella propria realtà quello che ha scoperto, con una più grande consapevolezza della propria vita interiore così come dei legami con molti altri che sono coinvolti in una simile ricerca di ciò che realmente importa. Alla fine di ogni anno, Taizé anima un grande incontro in una delle principali città dell’Europa, dell’est o dell’ovest. Partecipano decina di migliaia di giovani, da tutta Europa e da altri continenti. Questi incontri sono tappe del "pellegrinaggio di fiducia su terra".
In occasione di questi incontri europei, frère Roger scriveva ogni anno una “lettera”. Queste lettere sono state tradotte in oltre cinquanta lingue e usate come testo per la riflessione da molti giovani, sia a casa che nel corso degli incontri a Taizé. Frère Roger ha scritto spesso queste lettere durante i lunghi soggiorni nei luoghi di povertà (a Calcutta, nel Cile, ad Haiti, in Etiopia, nelle Filippine, in Sudafrica).
Oggi, nel mondo intero, il nome di Taizé evoca la pace, la riconciliazione, la comunione e l’ardente attesa di una primavera della chiesa: "quando la chiesa ascolta, guarisce, riconcilia, allora si trasforma in ciò che è nel suo aspetto più luminoso: riflesso limpido di un amore." (Frère Roger)
Frère Roger ha ricevuto i seguenti premi
09 04 1974: The Templeton Prize, London (Il Premio Templeton, Londra)
13 10 1974: Peace Prize of the German Book Trade, Frankfurt (Il Premio della Pace dei Librai Tedeschi, Francoforte)
21 09 1988: UNESCO Prize for Peace Education, Paris (Il Premio UNESCO per l’Educazione alla Pace, Parigi)
04 05 1989: Charlemagne Prize, Aix-la-Chapelle (Il Premio Carlomagno, Aix-la-Chapelle)
20 11 1992: Robert Schuman Prize, Strasbourg (Il Premio Robert Schuman, Strasburgo)
24 04 1997: Notre Dame Award for International Humanitarian Service, Notre Dame University, Indiana, USA (Il Premio per il servizio umanitario internazionale, Università di Notre Dame, Ind, USA)
22 10 2003: Dignitas Humana Award, Saint John’s School of Theolgy*Seminary, Collegeville, Minnesota, USA (Il Premio per la Difesa della Dignità Umana, Università Saint John, Collegeville, Minnesota, USA)
I libri di frère Roger
(Titoli francesi e quelli corrispondenti all’edizione italiana)
1958, Vivre l’Aujourd’hui de Dieu / L’oggi di Dio
1965, Dynamique du provisoire / Dinamica del provvisorio
1968, Violence des pacifiques / Violenza dei pacifici
1971, Ta fête soit sans fin / La tua festa non abbia fine
1973, Lutte et contemplation / Lotta e contemplazione
1976, Vivre l’inespéré / Vivere l’insperato
1979, Etonnement d’un amour / Stupore di un amore
1980, Les Sources de Taizé / Le fonti di Taizé
1982, Fleurissent tes déserts / I tuoi deserti fioriranno
1985, Passion d’une attente / Passione di una attesa
1988, Son amour est un feu / Il suo amore è un fuoco
1995, En tout la paix du cœur / In te la pace del cuore
2001, Dieu ne peut qu’aimer / Dio non può che amare
2005, Pressens-tu un bonheur ?
Libri scritti con Madre Teresa
1989, Marie, Mère des Réconciliations / Maria, Madre delle riconciliazioni
1992, La prière, fraîcheur d’une source / La preghiera, freschezza di una sorgente
