Il Papa Benedetto XVI
Cari giovani,
L’incontro che quest’anno vi vede riuniti a Bruxelles, invitati dalla comunità di Taizé, è un’occasione per interrogarvi: qual è la sorgente di cui viviamo? Voi cercate la sorgente di una speranza per voi e per il mondo, aprendovi a Cristo nella preghiera e nell’ascolto della sua Parola, condividendo le vostre aspirazioni con giovani di tutta l’Europa e di altri continenti, facendo l’esperienza della Chiesa come luogo di comunione e di amicizia per tutti.
Il Papa si sente vicinissimo a voi nel vostro pellegrinaggio di fiducia sulla terra, proposto parecchi anni fa dal caro frère Roger. Confida in voi per scoprire come comunicare una speranza intorno a voi, attraverso l’impegno della vostra vita in un mondo dove troppe sono le povertà, le ingiustizie, i conflitti. Dio ha bisogno della vostra fede, della vostra creatività, del vostro spirito d’iniziativa. Per rispondere alla sua chiamata vi dona la presenza del suo Spirito. È lui che rinnoverà le vostre forze quando arriverà la fatica o la stanchezza. Sostenuti dallo Spirito Santo, non abbiate paura rendere conto della speranza che mette in voi. Non abbiate paura di lasciare che i vostri cuori si allarghino.
Affidandovi all’intercessione di Maria Vergine, Madre dei credenti, Sua Santità Benedetto XVI vi accorda con tutto il cuore una affettuosa benedizione apostolica, così anche ai fratelli di Taizé, a tutte le persone che hanno organizzato questo pellegrinaggio, ai pastori ed ai fedeli che vi accolgono ed alle vostre famiglie.
Il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli
Con molta gioia abbiamo appreso che la Comunità di Taizé ha organizzato il 31° incontro europeo di giovani a Bruxelles. Desideriamo felicitarci con voi e con tutti coloro che, in qualche maniera, hanno collaborato a realizzare questo incontro.
Vivendo in un mondo dove regna una grande confusione, una crisi dei valori, dove istituzioni molto rispettabili vengono messe in discussione, falliscono le ideologie, la dignità della persona umana è rifiutata e vengono assolutizzati gli elementi relativi di questo mondo che passa (vedi 1 Cor 7,31), molti giovani si trovano bloccati e si lasciano spesso assalire dalla disperazione. Hanno bisogno di aiuto, quello che la chiesa deve dar loro con amore. Se la Chiesa rimane indifferente, dei « temibili lupi » sono pronti ad avvicinarsi. Allora l’iniziativa degli incontri europei dei giovani, che la vostra Comunità di Taizé ha coraggiosamente intrapreso da anni, è degna di ogni lode.
Anche noi, partendo dall’esperienza della Chiesa ortodossa, vogliamo trasmettere ai partecipanti all’incontro di quest’anno un fervente invito a vivere il mistero dell’amore di Dio nella Chiesa. Che essi cerchino Dio mettendo in pratica i suoi comandamenti rivelati nei Vangeli, che si accostino ai sacramenti nei quali, secondo san Nicolas Cabasilas, «è racchiuso il significato della Chiesa», che mettano fiduciosamente le loro mani nelle mani di Cristo (la fede è soprattutto questo), e che lottino, seguendo l’esempio dei Santi antichi e recenti, per ottenere lo Spirito Santo, ciò che san Serafino di Sarov ha indicato come l’obiettivo principale della vita. Questo li porterà «alla piena verità», questo colmerà ogni vuoto esistenziale, dando un senso di pienezza alla loro vita portando il suo frutto: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Galati 5,22-23). Il calendario dei Santi della Chiesa Ortodossa contiene i nomi di numerosi giovani che hanno agito e vissuto in questo modo, e che sono stati pienamente giustificati della loro speranza. Invochiamo la preghiera di questi giovani Santi sui partecipanti all’incontro.
Pregando per la buona riuscita del vostro incontro, inviamo l’amore e la benedizione della santa Chiesa di Cristo di Costantinopoli, ed invochiamo sulla comunità di Taizé e sui giovani dell’incontro una abbondanza di grazia del Figlio unico e Verbo di Dio, fatto carne per noi, nostro Signore Gesù Cristo.
Da Mosca
Quest’anno non c’è il messaggio del Patriarca ortodosso Alessio II di Mosca perché è improvvisamente deceduto il 5 dicembre. Frère Alois, insieme ad altri due fratelli, si è recato a Mosca per i funerali il 9 dicembre, per esprimere con la sua presenza la nostra profonda comunione con la Chiesa ortodossa russa in lutto.
L’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams
Miei cari amici,
Riuniti a Bruxelles, io so che rifletterete soprattutto sulla fiducia, cercando intorno a voi dei segni di una realtà degna di fiducia. Al di là delle nostre paure e della nostra immaginazione, troviamo sempre, in luoghi inattesi, una profonda comprensione e solidarietà umana che può colpirci ed ispirarci.
E molto spesso troviamo queste cose in luoghi e persone senza difese e senza pretese: persone che ne sono state private a causa della povertà o della sofferenza, al punto che il loro cuore sembra messo a nudo; persone che hanno compreso che possono entrare in contatto con altri solo spogliandosi dell’armatura del loro stato sociale o delle loro sicurezze. In queste diverse povertà di spirito, troviamo esattamente ciò che Gesù ha promesso: che il Regno appartiene a loro.
Noi che siamo abituati alla sicurezza e che non dubitiamo della nostra importanza, non comprendiamo tutto ciò se non in maniera lenta e dolorosa. In questo momento, in cui la nostra confortevole società occidentale si confronta con la nuova e spaventosa realtà di una crisi economica generalizzata, o proviamo a costruire difese ancora più alte e negare la nostra vulnerabilità, o iniziamo a scoprire ciò che potrebbe significare essere veramente poveri di spirito.
Gesù Cristo, dice San Paolo, si è fatto povero affinché noi potessimo diventare ricchi; lui ha rifiutato la sua sicurezza e la sua dignità per parlare la stessa lingua di uomini e donne reali, con l’intento di aprire in noi una nuova profondità di libertà e di amore. Egli ha messo da parte la sua trascendenza divina per condividere pienamente il mondo dove noi viviamo e farlo suo. Noi impariamo ad aver fiducia in lui vedendo che tutto ciò che ha fatto e tutto ciò che ha sofferto è per la nostra gioia e la nostra guarigione.
Allora, possa questo incontro aumentare la vostra gioia! Nel momento in cui rinnovate la vostra fiducia nell’amore fedele e generoso di Dio in Gesù, ricordatevi che anche lui si è fidato di voi: vi ha donato una parte delle sue ricchezze affinché possiate vivere nella sua forza, costruendo quotidianamente sempre più relazioni di fiducia con gli altri.
Vi invio il mio affetto e la mia benedizione per un incontro ricco di sfide ed un anno nuovo benedetto.
Il Segretario Generale della Federazione Luterana Mondiale, Rev. Ishmael Noko
Cari amici,
«…Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro…» Luc 24,15
A nome della Federazione luterana mondiale, vi saluto, giovani d’Europa e di altre parti del mondo. Come nei precedenti anni, avete risposto all’appello della Comunità di Taizé a incontrarvi quest’anno a Bruxelles, la capitale dell’Europa.
Le nostre Chiese attraverso il mondo, e in particolare i giovani della Federazione luterana mondiale, vi accompagnano con il pensiero nel momento in cui vi impegnate in un « pellegrinaggio di fiducia sulla terra ». Insieme a voi, siamo uniti nella preghiera per domandare la grazia di Dio.
Quest’anno, fra le altre cose, la vostra riflessione riguarderà un progresso tecnologico ed economico che vada di pari passo con una maggiore umanità. Voi ricercate un senso più profondo alla vostra esistenza e vi interrogate sulla sorgente del vostro essere. In risposta alla attuale crisi finanziaria, il Comitato esecutivo della Federazione luterana mondiale, durante la sua riunione di questo autunno, ha pubblicato un messaggio pastorale, osservando che «è doloroso constatare con quale rapidità massicce risorse finanziarie vengono mobilitate in questo momento di crisi per sostenere i mercati finanziari e le istituzioni, mentre in periodi di migliore congiuntura economica, anche una parte di queste risorse non veniva trovata per eliminare l’estrema povertà nel mondo.» In questo stesso messaggio, ha sottolineato «l’obbligo» fatto alle Chiese membri «di riunirsi insieme ad altri per ricostruire la fiducia nella comunità creando forme di governo capaci di migliori risposte alle esigenze di giustizia e dunque degne di fiducia.»
Con questo messaggio, voglio esprimervi la solidarietà della Federazione luterana mondiale ed assicurarvi che non siete soli. La vostra lotta per una società migliore è anche la nostra lotta. La vostra preghiera è anche la nostra preghiera. Spero che la vostra preghiera sarà ascoltata in tutto il mondo. Che Dio vi benedica! Che lo Spirito Santo sia con voi quando vi riunirete a Bruxelles!
Il segretario generale dell’ Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate, Dr Setri Nyomi
Nel momento in cui i giovani si riuniscono a Bruxelles, alla fine di questo anno, per l’incontro di Taizé, noi, come Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate, vi salutiamo nel nome di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Ringraziamo Dio per il significativo lavoro fatto dalla comunità di Taizé e preghiamo affinché, anche quest’anno, continui ad essere efficace.
Mentre il nostro mondo si confronta con avvenimenti sempre più difficili, noi lottiamo oggi per trovare un cammino di fiducia. Le sofferenze causate dai conflitti, dalla povertà, dalla malattia e dai pregiudizi, continuano a tormentare la famiglia umana. Quest’anno, la pesante crisi alimentare vissuta da molti e la crisi che prosegue a causa dei cambiamenti climatici sono state aggravate dalla crisi del credito e dei mercati finanziari, suscitando così tante sofferenze e difficoltà.
È nel contesto di queste sfide che vi saluto con un messaggio di speranza. La nascita di nostro Signore Gesù Cristo a Betlemme, duemila anni fa, continua a darci un po’ di speranza per il nostro tempo. Dio non resta in cielo distante dalle nostre lotte. Dio è venuto con amore per essere insieme agli esseri umani. Natale ci porta con forza questo messaggio. Seguire Gesù ci trasporta su un cammino di fiducia, dove possiamo diventare gli strumenti di Dio per trasformare il nostro mondo e portare soccorso e speranza a coloro che sono così numerosi nella sofferenza. Questa è la speranza che supera la litania delle situazioni disperate nel nostro mondo di oggi.
Che tutti i giovani che si sono messi in viaggio per Bruxelles trovino sulle strade di Bruxelles le strade della fiducia in Dio, per tener testa alle sfide del giorno d’oggi.
Che Dio vi benedica!
Le Chiese di Ginevra
Abbiamo vissuto la tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra a Ginevra come una grazia dello Spirito Santo, che la Comunità di Taizé ed i giovani d’Europa ci hanno permesso di accogliere. Le Chiese di Ginevra vogliono esprimere la riconoscenza ai Fratelli, alle Suore ed ai volontari che hanno reso possibile questo incontro di speranza.
Attraverso voi, la chiamata ad incontrare Cristo al cuore delle nostre vite personali e della vita delle nostre Chiese ha risuonato perché ne diventassimo testimoni al cuore del mondo. Abbiamo colto il richiamo alla riconciliazione ed allo scambio dei doni come una possibilità di arricchimento reciproco delle nostre differenza di confessione, di cultura, di generazione.
Nel momento in cui il pellegrinaggio di fiducia fa tappa a Bruxelles, inviamo i nostri calorosi auguri alla vostra comunità e, attraverso di essa, a tutti i giovani d’Europa.
Noi crediamo che il Regno di Dio è in cammino quando delle Chiese si uniscono per accogliere dei giovani; quando dei cristiani si radunano per mettersi all’ascolto della Parola di Dio; quando dei credenti prendono sul serio l’impegno del loro battesimo; quando il popolo di Dio incontra il suo Signore nel silenzio, il canto e la semplicità della preghiera.
Ci auguriamo che questa testimonianza di unità dei giovani dia uno slancio nuovo alla solidarietà delle nostre società europee. E soprattutto, vi esprimiamo la nostra profonda comunione nella preghiera e nella fratellanza in Gesù Cristo!
Monique Python, Presidente del Sinodo cantonale della Chiesa cattolica cristiana
S.E. Pierre Farine, Vescovo ausiliare della Chiesa cattolica romana
Georges Bolay, Presidente della Chiesa protestante
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon
Invio i miei calorosi saluti a tutti i partecipanti al 31° incontro annuale della Comunità di Taizé. La presenza di migliaia di giovani, ogni anno, è una prova chiara che il messaggio di pace, che sta al cuore della vostra comunità, incontra un largo favore.
Voi vi riunite in un momento cruciale per la comunità umana. Siamo di fronte ad una crisi finanziaria mondiale, all’urgenza dello sviluppo, all’insicurezza alimentare e ad un’accelerazione del cambiamento climatico.
Queste questioni sono inestricabilmente legate fra loro; le soluzioni per ciascun punto possono e devono essere soluzioni anche per gli altri. Anche gli Stati sono più interdipendenti che mai e non possono proteggere i loro interessi o far progredire il benessere del loro popolo al di fuori di accordi con i partner.
Questa è la nostra nuova realtà mondiale. Gli incontri annuali della Comunità di Taizé sono un’occasione meravigliosa per farvi una riflessione. Le vostre voci saranno decisive per spingere i dirigenti del mondo intero ad agire con urgenza, avendo, in primo luogo, la preoccupazione del bene comune.
Il vostro pellegrinaggio può anche contribuire nel favorire l’armonia e la comprensione fra le culture. In un’epoca in cui le ideologie estremiste avanzano e dove l’intolleranza mostra una costernante persistenza, la necessità di un dialogo fra le religioni, le culture e le civiltà non è mai stata così forte.
Alla fine del vostro incontro, spero che rientrerete nel vostro paese fortificati dallo scambio avuto, e pronti ad assumere delle responsabilità in prima linea nelle vostre comunità.
Grazie ancora per il vostro impegno verso le Nazioni Unite, e soprattutto per il vostro contributo alla costruzione di un mondo più pacifico e più prosperoso.
Il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso
Messaggio disponibile anche in video
Vorrei iniziare indirizzandovi i miei auguri più calorosi, a voi, i tanti giovani venuti da tutta l’Europa e da altri continenti per partecipare ad un nuovo incontro europeo organizzato dalla Comunità di Taizé.
Sono molto riconoscente a Frère Alois del suo invito a raggiungervi a Bruxelles. Purtroppo, impegni urgenti mi impediscono di essere presente, ma ci tengo ad esprimere la profonda stima della Commissione europea verso questa importante iniziativa. Per questo ho insistito per ricevere Frère Alois nel mio ufficio presso la sede della Commissione europea per trasmettergli personalmente questo messaggio di simpatia e d’incoraggiamento.
Questo nuovo percorso, iniziato da più di trenta anni dalla Comunità di Taizé, è anche una maniera concreta di celebrare i valori di riconciliazione e di pace attraverso il dialogo. Il fatto che questo incontro abbia luogo a Bruxelles acquista una particolare importanza alla fine di quest’Anno europeo per il dialogo interculturale, vissuto nel contesto di una Europa allargata, «unita nella diversità» e aperta sul mondo.
Le migliaia di giovani di diverse nazionalità, culture e religioni che si sono radunate per l’incontro europeo sono l’espressione vivente di questa cultura di dialogo nel rispetto della diversità, che è il segno distintivo dell’Europa.
È dunque doppiamente gratificante per me – in quanto Presidente della Commissione europea ed anche sul piano personale – vedere così tanti giovani con tanto entusiasmo per un mondo migliore ed una più stretta unione fra i popoli. Vedo questo entusiasmo e questo spirito di apertura come un segno di fiducia nell’avvenire e nella capacità delle nuove generazioni a costruire un mondo come vogliamo trasmetterlo alle generazioni future.
Affinché possiamo elaborare con successo un nuovo ordine mondiale e proporre – non imporre – i nostri principi, in questo momento i norme e valori fondamentali, i valori europei, sono particolarmente importanti. E gli europei, soprattutto le nuove generazioni, devono appropriarsi del progetto europeo e capire che costituisce un passo avanti senza precedenti nella storia dell’umanità. Per la maggior parte dei giovani europei, vivere in pace, in democrazia ed in libertà fa oggi parte dell’ordine naturale delle cose. Tuttavia non è sempre stato così e noi non dobbiamo ritenerlo acquisito per quanto riguarda l’avvenire. Preservare la libertà e la democrazia là dove esistono, combattere per esse là dove non esistono, resta il nostro obiettivo comune.
Ora sta alle generazioni nuove lottare per l’Europa, per la difesa dei nostri valori e del nostro modo di vita perché è in Europa che si giocherà il nostro avvenire. È lottando per l’Europa che potrete affrontare le sfide mondiali che solo un’Europa unita è in grado di risollevare, come il cambiamento climatico, la sicurezza energetica o lo sviluppo durevole.
L’Europa ha bisogno della vostra partecipazione attiva per difendersi e promuovere i suoi valori comuni e rinforzare il sentimento di appartenenza ad una entità, nata non solo dalla politica e dall’economia, ma anche da valori etici fondati sul rispetto dei diritti dell’uomo e della dignità umana.
Io so che voi, i giovani d’oggi, desiderate un mondo più ecologico, più solidale e più giusto. Per questo ci tengo ad incoraggiarvi ad esercitare una cittadinanza attiva affinché il ruolo preponderante dell’Europa possa esercitarsi a profitto del mondo intero e che l’Europa continui ad essere un posto di ospitalità, di solidarietà e di apertura dove noi possiamo tutti celebrare una «festa dei popoli» permanente.