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Medio Oriente

Preghiera di un Ebreo per i bambini di Gaza

“Per i popoli del Medio Oriente, per tutti coloro che cercano una pace giusta e duratura in questa regione…”: questa preghiera è stata spesso espressa nel corso dell’incontro di Bruxelles ed a Taizé, in questo periodo di tensione.

Allo stesso tempo, il Rabbino Levi Weiman-Kelman, di Kol Ha Neshama, Gerusalemme, venuto diverse volte a Taizé, richiama la nostra attenzione sulla preghiera che segue, pubblicata sulle pagine del quotidiano Haaretz.

Se c’è mai stato un momento per pregare, esso è ora.
Se c’è mai stato un luogo abbandonato, esso è Gaza.
Signore, creatore di tutti i bambini, ascolta la nostra preghiera in questo giorno maledetto. Dio, che noi chiamiamo Benedetto, rivolgi il tuo sguardo verso di loro, i bambini di Gaza, affinché possano conoscere le tue benedizioni e la tua protezione, che possano conoscere la luce ed il calore dove ora non ci sono che tenebre e fumo, ed un freddo che avvizzisce e dilania la pelle.

Onnipotente, tu che fai eccezioni che noi chiamiamo, fai un’eccezione per i bambini di Gaza. Proteggili da noi e dai loro. Risparmiali. Salvali. Lasciali vivere in tutta sicurezza. Liberali dalla fame e dall’orrore, dalla furia e dal dolore. Liberali da noi e dai loro.

Dona loro di ritrovare la loro infanzia ed il loro diritto di nascere, che è un’anteprima di Paradiso.

Ravviva nella nostra memoria, o Signore, le sorti del bambino Ismaele, padre di tutti i bambini di Gaza. Come il bambino Ismaele è stato senz’acqua e lasciato a morire nel deserto di Beer-Sheba, talmente privato di ogni speranza che sua madre non poteva sopportare di vedere la sua vita perdersi via nella sabbia.

Sii quel Signore, il Dio del nostro consanguineo Ismaele, il quale ha udito il suo grido e ha inviato un suo angelo per riconfortare sua madre Hagar.

Sii quel Signore, tu che rimanesti con Ismaele quel giorno e tutti i giorni posteriori. Sii quel Dio, di ogni misericordia, che ha aperto gli occhi di Hagar in quel giorno e le ha mostrato il pozzo affinché ella potesse dare da bere al piccolo Ismaele e salvarlgli la vita.

Allah, che noi chiamiamo Elohim, tu che doni la vita, che conosci il valore e la fragilità di ogni vita, invia i tuoi angeli a questi bambini. Salvali, i bambini di quel luogo, Gaza la più bella, Gaza la dannata.

In questo giorno in cui l’ansia, la collera e il lutto che viene chiamato guerra colgono i nostri cuori e li coprono di cicatrici, invocandoti, Signore, il cui nome è pace:
Benedici quei bambini e proteggili dal mal.

Volgi lo sguardo verso di loro, Signore. Mostra loro, come se fosse per la prima volta, la luce e la bontà, e la tua benevolenza travolgente.

Guardali, Signore. Permetti loro di vedere il tuo volto.

E, come se fosse per la prima volta, dona loro la pace.

Bradley Burston, del quotidiano Haaretz

Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2009