Porto

Veglia di preghiera

Il 19 febbraio, la più grande chiesa di Porto era troppo piccola per accogliere tutte persone che si erano radunate per celebrare il primo anniversario del pellegrinaggio di fiducia “alle sorgenti della gioia”.

In tutto, 1500 persone: centinaia di giovani, ma anche famiglie che avevano accolto i giovani pellegrini un anno prima, alcuni rappresentanti della chiesa cattolica, della chiesa metodista e della chiesa vetero-cattolica. Un fratello cileno ha rappresentato la comunità di Taizé. Trasmessa su internet tramite webcam, la preghiera e stata anche accompagnata da parecchie decine di giovani che non avevano potuto recarsi a Porto.

All’inizio della celebrazione, il vescovo di Porto Manuel Clemente, si è rivolto ai presenti:

Un anno fa, siamo andati alle sorgenti della gioia, di una gioia che perdura. Oggi facciamo memoria di quanto allora ci aveva stupito. Ma c’è anche un appello. L’appello a rispondere a questo desiderio, che voi manifestate e che io sono il primo a condividere, di una relazione più profonda con Dio e con tutti gli altri attraverso Dio. E’ questo desiderio che la comunità di Taizé ci offre da tanti anni, è questo che la comunità ha condiviso con noi qui un anno fa.
 
Molti incontri di preghiera si sono sviluppati nella diocesi a partire da febbraio 2010. Dobbiamo interpretare la ragione di una così grande adesione e soprattutto di questa grande perseveranza. Io credo che stiamo per incontrare il cuore di Dio. Noi ritroviamo il cuore della Chiesa e delle comunità cristiane, che si offrono al mondo come luogo di incontro con Dio e con gli altri. Dio ci dice questo attraverso la perseveranza, attraverso la nostra preghiera e la nostra disponibilità. In ciò vediamo l’avvenire voluto da Dio!

Frère Alois ha inviato un messaggio, che è stato letto prima della preghiera intorno alla croce:

Le difficoltà economiche che diventano sempre di più pesanti, la complessità talvolta schiacciante delle nostre società, lo scoraggiamento di fronte all’avvenire dell’Europa e del pianeta stesso, tutto ciò tende a soffocare le piante della speranza che crescono. È allora essenziale creare dei momenti di vita che facciano percepire che il Vangelo dice il vero. Ed è ciò che voi fate attraverso questo nuovo incontro.
 
Per essere testimoni del Vangelo accanto a coloro che ci sono stati affidati, ciascuno di noi è chiamato ad approfondire una relazione personale con Dio: voltarci verso la sua luce, ritrovare ancora e sempre la fiducia che Dio ci ama e che noi amiamo Dio.
 
E c’è ancora un altro cammino per rinnovare una comunione con Dio: è nella nostra attenzione ai più poveri. Essa può esprimersi in un impegno sociale, in attività esterne. Essa è, più profondamente, un’attitudine di apertura verso tutti coloro che ci sono affidati e che sono anche, in un certo senso, dei poveri che hanno bisogno di noi.
 
Così vorrei dirvi ancora l’ultima parola che voi diceste proprio un anno fa, alla fine del nostro bell’incontro: la nostra risposta alle prove personali ed alle prove che altri sopportano non è forse quella di amare di più?

Condividendo la sua esperienza dell’incontro di Porto un anno fa, un giovane scriveva:

“Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!” (Salmo 133)
 
Se c’era una frase capace di descrivere i sentimenti, la gioia, l’amicizia, la pace, l’amore, la bontà, la fatica, il lavoro e lo sforzo di coloro che sognano di creare un nuovo mondo, anche solo in parte, quella è la frase del salmo 133. E l’esperienza dell’incontro di Taizé a Porto ci ha dato questa armonia vissuta tra fratelli.
 
Sì, “fratelli” è certamente la parola giusta per definire la relazione fra tutti coloro che hanno partecipato all’incontro. Lasciando da parte i pregiudizi religiosi, culturali, sociali o etnici, radunati per condividere la nostra vita, malgrado essa sia povera e umile, siamo stati arricchiti dall’esperienza di quelli che, anche di notte, camminano su una stessa strada alla ricerca delle “sorgenti di acqua viva”.
 
Nella notte della nostra vita, l’altro rimane per ciascuno di noi una luce, semplice ed unica, che può rischiarare e riscaldare il cuore. L’altro è tutto questo perché in lui incontriamo Cristo.
“Dio è amore. Osa vivere per l’amore!”

Una volta al mese, i giovani organizzano una preghiera cittadina al centro della città di Porto. Anche numerose parrocchie organizzano regolarmente delle preghiere con canti di Taizé.

Foto della veglia di preghiera a Porto [http://www.flickr.com/photos/budakhan/sets/72157625966061061/with/5460515670/].

Printed from: http://www.taize.fr/it_article12110.html - 19 September 2019
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