Austria, marzo 2011

Incontro a Vienna

Frère Alois e un altro fratello di Taizé si sono recati a Vienna, in Austria, nel mese di marzo 2011 per una preghiera della sera ed un incontro di giovani nell’ambito del pellegrinaggio di fiducia.

I legami fra la comunità di Taizé e i viennesi sono di lunga data. Ancor prima dei due incontri europei del 1992 e 1997, c’erano dei momenti di preghiere che si tenevano con regolarità nella città. Lo stesso frère Roger vi si era recato in diverse occasioni. In quei momenti non c’erano molte possibilità di raggiungere la capitale austriaca dai paesi vicini fortunatamente oggi tutto è molto più semplice. Frère Alois ed un altro fratello si sono recati a Vienna per una tappa del pellegrinaggio di fiducia. Che gioia vedere l’arrivo di giovani dai paesi vicini! Venerdì sera la chiesa era strapiena e la preghiera intorno alla croce è continuata fino a tardi. Il popolo del Giappone era particolarmente presente nella preghiera. I giovani che arrivavano da lontano sono stati accolti calorosamente in famiglie d’accoglienza.

Dopo la preghiera di sabato mattina ed una introduzione biblica, tutti si sono ritrovati in piccoli gruppi per riflettere sulla domanda: come trasmettere l’amore di Dio a coloro che sono intorno a noi? Nella loro riflessione i giovani sono stati accompagnati dalle parole che frère Alois aveva detto la sera prima: «È così se Dio dicesse a ciascuno di noi: “Ho bisogno di te affinché il Vangelo possa raggiungere ogni essere umano. Sii un testimone della speranza. Non aver paura dei tuoi limiti. Io non ti abbandonerò mai”.»

Una preghiera a mezzogiorno, poi un pasto e gli incontri nelle chiese del decanato hanno segnato la fine di questa giornata. Era rincuorante vedere questi giovani riprendere la strada per trasmettere a loro volta una speranza. Nello stesso momento si svolgeva un simposio nel corso del quale frère Alois ha parlato sul tema della fiducia. I partecipanti hanno riflettuto sulla domanda «Come possiamo vivere un percorso cristiano oggi?». Nel corso di questi due giorni era palpabile che il desiderio di speranza e di fiducia unisce ogni essere umano al di là delle frontiere e delle barriere fra le generazioni.

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Due ragazze del gruppo dei giovani che vivono a Taizé per un po’ di tempo si sono recate a Vienna nel mese di febbraio. Hanno scritto questa testimonianza.

In febbraio, abbiamo visitato la capitale dell’Austria, Vienna. La ragione principale della nostra visita era di aiutare nella preparazione dell’incontro che c’è stato a marzo, animato da frère Alois e da un altro fratello di Taizé ed al quale sono stati invitati i giovani austriaci e dei paesi vicini, per pregare, condividere e scoprire insieme la loro fede.

Prima di partire pensavamo che il nostro compito principale sarebbe stato quello di invitare le persone all’incontro, di parlare di Taizé, della fede, di ascoltare i giovani. Abbiamo visitato delle scuole, delle parrocchie e diverse comunità. La situazione della Chiesa in Austria non è semplice in questo momento e i giovani in particolare sono scoraggiati e non sanno cosa fare, quale direzione prendere. Vogliono sentire che la loro presenza è importante per la Chiesa. Invitando i giovani, i fratelli di Taizé hanno voluto far loro scoprire questo: Gesù accoglie ciascuno di noi. Quale che sia la tua provenienza, la tua occupazione, Lui ti ama. La maggior parte dei giovani che abbiamo incontrato non conoscevano per nulla Taizé; alcuni ne avevano sentito il nome, ma non sapevano a cosa collegarlo. Il loro stupore di vedere che i fratelli di Taizé – che non avevano mai incontrato, che non li conoscevano – s’interessano a loro e li vogliono pieni di speranza e di fiducia in sé stessi, in Dio e negli altri, è stata, probabilmente, la cosa più importante del nostro soggiorno.

Anche per noi è stata una tappa del pellegrinaggio di fiducia. Tutti quelli che abbiamo incontrato erano pieni di gentilezza, di gioia e di fiducia. Siamo state molto colpite dalla loro apertura di cuore. Durante uno dei nostri incontri con dei giovani, qualcuno ha posto la domanda per sapere se il cristianesimo fosse una follia. Per noi, lungi dall’essere una follia, è una benedizione. Speriamo che l’incontro abbia loro permesso di scoprire che non sono soli. Noi costruiamo una comunità, la comunità dei cristiani.

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