Due fratelli di Taizé in Sudafrica

Due fratelli di Taizé hanno visitato il Sudafrica dal 22 settembre al 6 ottobre. Uno di loro scrive:

Città del Capo

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Città del Capo vista da Robben Island

La nostra visita è iniziata con Città Capo. Il "Centro di spiritualità cristiana", che si trova in questa città, aveva invitato due fratelli di Taizé per celebrare il 25 ° anniversario dalla sua fondazione. Il Centro è stato fondato da l’ex Arcivescovo di Città del Capo e premio Nobel Desmond Tutu. Conosciuto nel mondo per il suo impegno nella lotta contro l’apartheid, Desmond Tutu, che ha festeggiato nel mese di ottobre il suo 80 ° compleanno, è un uomo di preghiera e di fede profonda. La sua visita a Taizé nel 1979 lo spinse a preparare un gruppo di 144 sudafricani, provenienti da differenti chiese e gruppi etnici, a venire a Taizé l’anno dopo. Da allora i legami con i cristiani del Sudafrica sono aumentati.

Durante il nostro soggiorno, abbiamo animato numerose preghiere nei luoghi più diversi. Abbiamo constatato una profonda sete di Dio e allo stesso tempo una sfiducia nei confronti delle istituzioni religiose. A Città del Capo, in un quartiere di lusso, sono soprattutto i bianchi che partecipano alla preghiera, quando improvvisamente arriva Isaac con una decina di suoi amici dalla sua "township" Guguletu. Isaac ha trascorso tre mesi a Taizé. La loro presenza porta una ventata di aria fresca e arrivano giusto in tempo per aiutarci con alcuni canti sudafricani che non padroneggiamo.

Guguletu

Ritroviamo Isaac la domenica successiva a Guguletu, in una chiesa presbiteriana. Una giovane di questa chiesa, la figlia del pastore, ha partecipato all’incontro di Nairobi nel 2008. Il pastore ci chiede di animare la preghiera. Dobbiamo improvvisare un po ’, ma la preghiera attorno alla croce tocca profondamente il cuore. Restiamo colpiti dalla dignità delle donne anziane che si inginocchiano davanti alla croce, mentre Isacco e gli altri giovani si alzano per lasciarle partecipare. Queste donne comprendono senza difficoltà il significato di questa preghiera. Quanti fardelli hanno portato nel corso della loro vita!

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Preghiera attorno alla croce a Guguletu

Robben Island

Che dire della nostra visita a Robben Island, là dove Nelson Mandela e molti altri hanno trascorso più di 20 anni della loro vita come prigionieri? La visita è stata preparata bene dal Centro di Spiritualità e rientra nel programma delle celebrazioni per l’anniverario della fondazione. Siamo una ventina provenienti da diverse chiese e di differenti origini etniche. Venti minuti in barca sono sufficienti per compiere il tragitto da Città del Capo. Percorrendo l’isola si comprende meglio l’incalcolabile sofferenza della popolazione nera sudafricana e di coloro che hanno osato esporsi. Robert Sobukwe, presidente del Congresso Panafricano è stato tenuto in un isolamento quasi completo. Dopo aver visitato il carcere, troviamo la « lime quarry », la cava di calcare dove Walter Sisulu, Mandela e molti altri hanno trascorso anni di lavori forzati, e dove alcuni hanno perso la vista.

Johannesbourg

Dopo Città del Capo, ci accoglie Johannesburg. Passiamo la prima notte a Koinonia, una casa d’accoglienza nei pressi del centro di Johannesburg, gestita da suore domenicane. Suor Jackie è anziana, ma lei e le altre sorelle sono sempre disponibili. Un giovane pastore di una chiesa pentecostale che ha trascorso una settimana in silenzio viene a prenderci per portarci al quartier generale della sua chiesa. Molte persone appartenenti a questa chiesa sono passate a Taizé, cercando un modo per rinnovare il culto, dando più spazio al silenzio ed al canto. Passiamo la mattinata con loro, dopo aver animato la preghiera del mattino e, dopo la nostra presentazione di Taizé che dura un certo tempo, partecipiamo anche alla loro preghiera di mezzogiorno.

Pretoria

Nel pomeriggio arriviamo Pretoria, dove ci attende Willem Nicol, un vecchio pastore della Chiesa Riformata, noto per i suoi scritti sulla vita spirituale. Egli ci accoglie a casa sua. All’età di 82 anni, terminato il suo ministero parrocchiale, continua a leggere e a studiare le Scritture. Dobbiamo animare una preghiera in una parrocchia importante di Pretoria. Nessun pastore capisce questa preghiera, ci dice il nostro amico, ma tutti vedono che ciò corrisponde ad una sete. Qui come altrove abbiamo la sensazione che c’è un’apertura verso la Chiesa riformata olandese. Si tratta senza dubbio di un’opprtunità da afferrare per la vita ecumenica delle Chiese. E ’già quasi mezzanotte quando torniamo a Johannesburg. Suor Jackie ci aspetta per aprirci la porta. Si scusa con noi quando le diciamo che dobbiamo alzarci alle 5 per partire alle 5 e 50 per prendere parte ad un incontro dei vescovi anglicani di tutta l’Africa del Sud. Questa è una bella occasione di parlare di Kigali e dell’incontro del prossimo anno in Ruanda. L’interesse per l’incontro in Ruanda è evidente. Diversi funzionari chiedono ulteriori informazioni. L’arcivescovo di Città del Capo Thabo è molto caloroso con noi.

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Con l’Arcivescovo Thabo

Soweto

Il pomeriggio stesso partiamo per Soweto con il parroco della grande parrocchia Regina Mundi. Padre Ben è molto accogliente e molto toccato dal fatto che andremo ad alloggiare da lui. Egli è venuto a Taizé durante i suoi studi in Irlanda. Molti giovani provenienti da questa parrocchia, luogo storico della lotta contro l’apartheid, hanno trascorso lunghi periodi a Taizé. Abbiamo programmato un pomeriggio di riflessione e di scambio, con del tempo anche per parlare dell’incontro di Kigali, per concludere la giornata con una preghiera alle 20. In un primo momento ci sono solo due persone, Benedict e Thabo, poi gradualmente arrivano giovani da Soweto e da altri quartieri, tra cui Orange Farm. Alle 17 siamo una trentina. Padre Ben è felice di vedere questi simpatici giovani. Clifford, originario di Soweto, ed ora frate francescano, si alza in piedi per proporre la stestura di un resoconto del nostro incontro per il giornale diocesano e per fissare un incontro di prepararazione per Kigali.

Il nostro incontro si conclude con una preghiera semplice nella grande chiesa di Regina Mundi. Alla messa parrocchiale del giorno dopo, Padre Ben parlerà a lungo di questa semplice preghiera, come un modo per mettersi in ascolto di Dio, aprirsi a Lui. Lucky, Thabo, Benedict e altri fuggono per momento per comprare carne di capra e salsicce che cuociono in un fuoco accesso nei pressi della curia. Prepariamo assieme la tavola. E ’una bella conclusione della serata in un clima di festa. Una solida amicizia ci lega a questi giovani di Soweto.

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Foto di gruppo con Padre Ben

Bloemfontein

Il giorno dopo Thabo, che ha trasacorso diversi mesi a Taizé, ci porta di nuovo all’aeroporto per il nostro volo da Johannesburg a Bloemfontein. Quando il nostro aereo atterra, scoppia un forte temporale. Giusto il tempo di passare dall’aereo al terminal e siamo inzuppati! Jan Lubbe ci aspetta. Questo pastore della Chiesa riformata olandese è molto simpatico. Ha trascorso una settimana a Taizé con il figlio nel giugno 2011. Aveva molto insistito nell’accoglierci a Bloemfontein e abbiamo capito molto presto che abbiamo fatto bene a venire... Arriviamo ​​un po’ in ritardo ad una preghiera con canti di Taizé nella chiesa di Jan. Il tema è quello delle Beatitudini, in particolare la prima "Beati i poveri in spirito". Il giorno dopo, nella stessa chiesa, partecipiamo al culto e parliamo di speranza e dell’incontro di Kigali. Questo evento suscita dappertutto molto entusiasmo.

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Merera Retreat Centre vicino a Bloemfontein

Printed from: http://www.taize.fr/it_article13085.html - 22 January 2020
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