La vita a Taizé: Storie e testimonianze

Durante tutto l’anno, questa pagina verrà aggiornata regolarmente con notizie della vita sulla collina.

Giugno: la collina è pronta per la grande affluenza estiva

Le più grandi settimane dell’anno in termini di affluenza stanno per cominciare. Nel mese di giugno coloro che sono da più tempo a Taizé si sono preparati a questa nuova estate. Nel corso delle ultime settimane, sono i giovani della Svezia ad essere i più numerosi. A partire da coloro che vengono dall’Africa, i volontari di diversi continenti hanno cominciato ad animare un incontro ogni sabato per presentare i loro rispettivi Paesi. Venuti dalla Bielorussia con due preti, alcuni giovani ortodossi hanno proposto un’animazione musicale con canti del loro Paese.

Una visita importante è stata quella del consiglio della Federazione protestante di Francia, con il suo presidente, il pastore Claude Baty. È stato organizzato un incontro per loro con i pastori presenti durante la settimana provenienti da diversi Paesi: Svezia, Germania, Inghilterra ma anche Corea, Taiwan, Stati Uniti...
Anche un vescovo cattolico del Burundi è venuto per qualche giorno a Taizé.

Visita di un vescovo ortodosso ukraino a Taizé

In giugno, il vescovo Hilary, dalla diocesi di Makaryiv della chiesa ortodossa ukraina ha fatto visita a Taizé assieme ad altri due preti. Dato che questa stessa delegazione aveva partecipato all’incontro europeo di Roma, possiamo rallegrarci del fatto che l’amicizia cresca. Nel loro programma durante la permanenza a Taizé vi era un incontro con alcuni volontari di diversi Paesi. Una fra questi, Karolina della Polonia, condivide qui le sue impressioni.

Mi aspettavo una conversazione sulla complessità della liturgia o una dissertazione sulla situazione attuale della chiesa ortodossa, invece il vescovo Hilary si è concentrato su ciò che condividiamo tutti come cristiani. In modo semplice e allo stesso tempo toccante, ha parlato della necessità di prendere le persone come sono, di amarle senza giudizi, pregiudizi o stereotipi.
Ci ha chiesto che cosa noi, i giovani, amiamo a Taizé, e in particolare perché abbiamo deciso di rimanere qui per più tempo. Dato che il vescovo aveva annunciato di non voler delle risposte precofezionate, mi ha veramente permesso di riflettere su ciò che mi ha attirato qui.
Ho apprezzato la sintesi che ha fatto alla fine: per quello che capiva, venire a Taizé significa avere una possibilità di imparare a vivere come cristiani affinché, una volta di ritorno a casa, possiamo essere capaci di continuare a vivere la nostra vita con Dio.

Maggio: alcune testimonianze dagli incontri

Mikael (Francia)

Durante la mia settimana a Taizé sono stato piacevolmente sorpreso dalla qualità delle discussioni che abbiamo avuto nel mio gruppo di scambio dopo l’introduzione biblica. Grazie all’ascolto degli altri membri del gruppo ho potuto condividere in modo molto profondo una situazione della mia vita che era stata difficile, e ciascuno aveva poi una storia personale da condividere in relazione al tema biblico del giorno. E dover passare attraverso la lingua inglese, l’unica lingua comune a tutti, non è stato un problema, ma al contrario ci ha spinto a sviluppare le nostre idee per assicurarci di essere ben capiti.

Esther (Spagna)

Per la prima volta, ho trascorso una settimana in silenzio. È stato difficile! Ma ho capito una delle realtà più importanti della mia vita: Dio è sempre con me. E non soltanto è con me e mi resta vicino, ma mi ama. Ho letto la Bibbia più del solito e mi sono resa conto che Gesù non aveva mai smesso di dire questo ai suoi discepoli, in particolare a Pietro. Quest’ultimo, come me, ha fatto errori, come me ha avuto talvolta paura, ma Gesù lo ha sempre perdonato, l’ha amato. Anch’io sono perdonata e amata.
Così ho capito che Dio sarà con me, in me, non soltanto quando mi sento molto vicina a lui, ma anche quando non ho l’impressione di essere una buona cristiana, quando mi sento molto lontana da lui. Ed ora, è il centro della mia vita, il motivo per continuare il mio volontariato per un anno sulla collina.

Elinor (Svezia)

Il periodo della vita in cui mi trovo in questo momento mi invita a sapere di più su me stessa, sul mondo, su Dio e i suoi progetti per me. Sono venuta a Taizé e ho scoperto molta bontà, in Dio, negli altri... e in me stessa!
Fra le persone a Taizé vi è un sentimento di fiducia reciproca, che fa desiderare di aiutare gli altri attorno a sé e suscita una sensazione di sicurezza. Aver fatto l’esperienza di questa bontà e provare questa fiducia e questa unità è stata una tappa importante nella mia ricerca di Dio.

Elena (Germania)

Al momento della mia permanenza a Taizé, la mia prima grande esperienza si è realizzata mentre facevamo la fila per mangiare. Una ragazza molto amichevole ha cominciato a parlarmi anche se non ci eravamo mai incontrate prima. È un sentimento molto piacevole quello di parlare così alle persone e fare nuove amicizie, per me è la cosa più bella che succede a Taizé: si incontrano tantissime persone con cui si ha qualcosa in comune.


Aprile : da Pasqua a Pentecoste

Con le feste dell’Ascensione e della Pentecoste, gli incontri hanno conosciuto un secondo picco di presenze, con una netta maggioranza di giovani provenienti da tutta la Germania. Dei volontari sono venuti a Taizé per rimanere fino alla fine dell’estate, dall’India e dal Benin, dal Madagascar e dalla Colombia. Una settimana dopo la Pasqua ortodossa, è venuto anche un gruppo di due parrocchie di Mosca - alla fine del loro soggiorno, i giovani hanno animato un laboratorio sul tema "essere cristiano oggi in Russia."

Per la comunità, le ultime settimane sono state segnate dal dolore per la morte di frère Jean-Pierre, di origine svizzera e, a 94 anni, il più vecchio dei fratelli.

È arrivata una buona notizia: l’ingresso in comunità di un giovane della Tanzania, che vive nella fraternità di Nairobi, in Kenya. Frère Alois è andato lì per dargli la veste bianca dei fratelli.


Marzo: Settimana Santa e Pasqua

La mattina di Pasqua, frère Alois ha detto la seguente preghiera:

Gesù Cristo, tu sei vivo, la morte non ti ha costretto in suo potere! L’annuncio di questa notizia incredibile ci sconvolge. Tu apri un varco dove tutto sembrava chiuso. Con il tuo Spirito, soffi sulla nostra rassegnazione e la nostra amarezza. Abbatti le divisioni tra gli esseri umani. Ridoni dignità ai più poveri. Ci invii nel mondo per portare la speranza di una nuova vita.

Questa preghiera è disponibile in molte lingue in questo documento

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Una storia della Settimana Santa 2013 a Taizé

Sergio dal Portogallo ha trascorso dieci giorni a Taizé per Pasqua. Ha scritto un diario giornaliero e ha chiesto anche ad altri giovani di scrivere il loro contributo. Ecco il suo racconto:

Giovedi 28 - La lavanda dei piedi

La giornata è iniziata col freddo, mentre le persone stavano andando in chiesa per la preghiera del mattino. Dopo la prima colazione, i giovani si sono recati nei luoghi delle introduzioni bibliche fatte dai fratelli. Durante la preghiera di mezzogiorno, un giovane del Chad è entrato nella comunità, frère Alois lo ha rivestito con la veste bianca che i fratelli portano per la preghiera comune.

Lo stesso giorno sono stati accolti ancora più di un migliaio di giovani provenienti da diversi paesi, portando a 3.300 il numero di persone venute a Taizé per vivere il weekend di Pasqua in uno spirito ecumenico.

Durante la preghiera della sera, dopo aver letto il racconto del Vangelo in cui Gesù ha condiviso la sua ultima cena con i suoi discepoli, la lavanda dei piedi è stata un momento molto forte. Quest’anno, per la prima volta, i fratelli si sono proposti di lavare i piedi di tutti i presenti. Questo ha segnato molti dei giovani che ho incontrato:

"Nonostante sapessi prima della preghiera che i fratelli avrebbero lavare i piedi di tutti durante la preghiera, viverlo veramente è stato per me un grande segno di umiltà e di servizio." (Marta, Portogallo)
 
"Sono già stata a Taizé diverse volte per la Settimana Santa. Quest’anno ciò che mi ha toccato di più è la preghiera del Giovedì Santo, durante la quale frère Alois di solito lavava i piedi ai fratelli. Questa volta i fratelli sono andati in tutta la chiesa a lavare i piedi di tutti. Questo segno è stato una grande e coinvolgente sorpresa! "(Nadia, Italia)
 
"Sono già venuto a Taizé diverse volte, ma questa volta il momento della lavanda dei piedi è stato molto commovente. Tutti coloro che hanno partecipato sono stati protagonisti. E la comunità non solo ha accolto i giovani, ma si è messa a loro servizio. È stato un modo di vivere la Pasqua nella semplicità e nella gioia "(Marco, Portogallo)

Poi, la preghiera della sera è proseguita con la celebrazione dell’Eucaristia.

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Foto inviata da Pedro (Portogallo)

Venerdì 29 – Venerdì Santo

Già dal mattino molti sentivano il dolore del Venerdì Santo. Il tempo sembrava unirsi al lutto. Dopo la preghiera del mattino e la colazione, i pellegrini sulla collina hanno raggiunto i luoghi delle introduzioni bibliche, o del lavoro per quelli che avevano le introduzioni bibliche nel pomeriggio. Quel giorno, il testo commentato dai fratelli è stato preso dal Vangelo secondo Matteo (26,36-46).

Durante il pomeriggio, alle 15 esatte, una campana ha suonato per qualche minuto. Ognuno si è allora fermato per un momento di riflessione e di preghiera, nel silenzio, al suono della campana. È stato un altro momento forte, che ha consentito a tutti di ricordare la Passione di Gesù, fino al momento della sua morte, secondo il Vangelo.

La sera, la preghiera è iniziata con la processione della croce, portata dai fratelli attraverso tutta la grande chiesa della Riconciliazione. Dopo la preghiera, i fratelli si sono inginocchiati vicino alla croce come ogni Venerdì, e tutti quelli che hanno voluto si sono avvicinati a loro volta. Quella sera il bar Oyak è rimasto chiuso e la veglia di preghiera è continuata fino all’alba.

Tobias dalla Germania mi ha detto: "Questa è la mia sesta visita a Taizé, e ancora una volta è stato molto diverso dai precedenti soggiorni. In effetti, è molto particolare essere qui per la Settimana Santa - sento che lo Spirito Santo opera nel silenzio, nel canto, nel lavoro, nelle condivisioni." E Dina dal Portogallo ha aggiunto: "Durante questa prima visita a Taizé ho trovato il silenzio. Un silenzio che non è vuoto, ma al contrario è pieno di amore. Mi sono trovata, ho trovato gli altri, e ho trovato Colui che sostiene tutto. Le preghiere quotidiane sono state un passo molto significativo in questo incontro con Dio".

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Incontro di un gruppo dalla Svezia

Sabato 30 – l’attesa

Come ieri, anche oggi non c’è stata l’Eucarestia. L’icona della discesa agli inferi è stata portata in processione in chiesa - come un invito a ricordare che anche nella sua morte Gesù è all’opera.

Oggi, i giovani che si sono uniti ai fratelli che animano la loro riflessione biblica, per l’ultima volta questa settimana, hanno riflettuto sull’incontro del Cristo Risorto e i discepoli sulla via di Emmaus (Lc 24,13-35). Per me, questo mi ha ricordato come a volte è impossibile riconoscere la presenza di Dio nella mia vita, anche quando mi è vicino.

Nel pomeriggio, i gruppi di lavoro o i piccoli gruppi di condivisione si sono ritrovati. Poi, durante la preghiera della sera, c’è stato l’impegno a vita nella comunità di un fratello basco. La gioia fratelli e dei giovani era tangibile. Frère Alois ha poi parlato nella sua meditazione serale.

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Foto inviata da Ye-Weon (Corea)
"Arrivando a Taizé quest’anno, è stato abbastanza difficile per me pregare e fare silenzio – avevo tante cose in testa a cui pensare! Ma ne ho parlato con un fratello e mi ha detto che stare alla presenza di Dio era già preghiera. "(Lotti, Germania)
 
"Non avevo idea di quello che avrei trovato a Taizé - Il mio soggiorno è iniziato come un’avventura ed è terminato in un’esperienza meravigliosa. Tempo di silenzio, potenti preghiere, condivisione dei nostri sentimenti e dei nostri dubbi con persone di tutto il mondo ... ha rafforzato la mia fede e ora mi aspetto di viverla in modo ancora più forte. "(Camino, Spagna)

Domenica 31 - La gioia della Risurrezione

La domenica di Pasqua è finalmente arrivata! Fin dall’inizio della celebrazione, la luce ora splende e la gioia esplode con il primo "Alleluia". Un bel momento. Verso la fine, il saluto pasquale è stato detto da frère Alois ed altri fratelli in più di 25 lingue - Cristo è risorto. – È veramente risorto!

Dal pomeriggio, alcuni gruppi hanno preso la via del ritorno a casa, e altri si apprestano a farlo. Tra di loro, Nadine dalla Germania scrive:

"Cristo è risorto! È veramente risorto. L’atmosfera in chiesa era incredibilmente felice mentre queste parole venivano pronunciate in tutte le lingue. Non erano mai venute così dal fondo del cuore prima. Dopo la lavanda dei piedi il giovedi e la preghiera intorno alla croce il venerdì, ho atteso Pasqua interiormente. E cantare "Alleluia", è stato come un nuovo inizio. Il sole oggi è finalmente uscito – spero di portare questa luce nella mia vita e di trasmettere agli altri la gioia della Pasqua. "

Lunedi, 1 aprile – Un nuovo giorno d’accoglienza

Più di tremila giovani sono arrivati oggi sulla collina, i più numerosi dalla Germania. Il sole ha brillato tutto il giorno, e di notte la chiesa risuonava dei canti gioiosi che celebrano la Risurrezione. Una testimonianza finale, quella di Miguel del Portogallo:

"Una delle esperienze più emozionanti per me è stato condividere la mia fede e le mie esperienze personali con persone di tutto il mondo. In questi incontri, dopo le introduzioni bibliche date dai fratelli, le persone più apparentemente diverse potevano camminare insieme verso Dio e scoprire se stesse. Dopo la condivisione, la preghiera ci aiuta a scoprire Dio dentro di noi."
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Carrefour "Verso una nuova solidarietà" - Foto inviata da Natalie (Germania)

Febbraio: al ritmo della Quaresima

Diverse centinaia di portoghesi hanno vissuto con la Comunità l’ingresso nel tempo di Quaresima. La sera del primo mercoledì di questo periodo verso la Pasqua, durante la preghiera comune, i fratelli hanno tracciato una piccola croce di cenere sulla fronte di ciascuno, invitando a "confidare nel Vangelo." L’altare si è rivestito di viola, e nelle preghiere non si canta l’"Alleluia" perché risuoni ancora di più a Pasqua. E alcuni inni speciali aiutano a entrare in questa attesa.

Questo tempo di preparazione alla grande festa della Resurrezione non è solo spirituale: i volontari e i giovani visitatori montano le grandi tende che accoglieranno migliaia di pellegrini durante la Settimana Santa. Sentiamo anche che la natura si risveglia poco a poco, e Taizé ha avuto i suoi primi giorni di sole dopo una nevicata a metà febbraio.

Queste ultime settimane sulla collina sono state contrassegnate dall’arrivo di numerosi gruppi di giovani provenienti da varie regioni della Francia, grazie alle vacanze scolastiche. I gruppi più numerosi provengono da Tolosa e dalla sua regione, da Tours, da Lione, e da diverse città della Seine-Saint-Denis. Alcuni di questi gruppi sono stati raggiunti alcuni giorni dal loro Vescovo.


Una fruttuosa settimana di silenzio

Shiela (Filippine)

Durante la mia permanenza come volontaria a Taizé, la settimana che ho trascorso in silenzio è stata davvero una benedizione e mi ha aiutata ad entrare in una profonda scoperta di me stessa. Guidata dall’introduzione biblica giornaliera, in particolare dal racconto evangelico del figliol prodigo e da quello di Gesù che cammina sulle acque con Pietro, sono stata ispirata ogni giorno di più. Ho imparato che il silenzio non è semplicemente l’assenza di parole o di discussioni. Il silenzio è anche apprezzare tutto quello che abbiamo intorno, e soprattutto incontrare Dio e sentirlo parlare nel silenzio del nostro cuore.


A gennaio, gli incontri riprendono nel freddo dell’inverno

In queste prime settimane del 2013 sono ripresi gli incontri internazionali. La maggior parte dei giovani nel mese di gennaio viene dal Belgio, e altri provengono da molto più lontano: Corea, Burundi, Botswana, Cile, Stati Uniti, Canada ... Per la maggior parte, sono studenti o giovani professionisti che approfittano di una vacanza per iniziare l’anno a Taizé. Alcuni hanno dovuto spostare il loro arrivo ... a causa delle nevicate.
Durante queste settimane, la preghiera dei fratelli riprende gli eventi mondiali: il conflitto in Mali, la ricostruzione di Haiti tre anni dopo il terremoto, o la celebrazione del cinquantesimo anniversario della riconciliazione franco-tedesca. La festa dell’Epifania è stata celebrata in una unione speciale con i cristiani d’Oriente, tra cui alcuni celebravano, nello stesso momento, il Natale .

Dal 18 al 25 gennaio, ha avuto luogo in molti paesi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: il tema di quest’anno è stato preparato dagli studenti provenienti da India. In questo contesto, una veglia di preghiera si è tenuta a Taizé, nella Chiesa della Riconciliazione, alla presenza del Vescovo di Autun, di alcuni pastori protestanti e di un sacerdote ortodosso della regione. Un fratello che vive da trent’anni in Bangladesh ha anche animato un incontro sulla testimonianza dei cristiani in Asia.

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Dare il meglio per l’altro

Bishoy (Egitto)

All’inizio del mio soggiorno come volontario, avevo paura di avere difficoltà a entrare in contatto con le persone e a fare amicizia. Rapidamente, mi sono reso conto che era molto facile e che le persone erano molto ricettive. Ho imparato molto qui: dalla gestione della comunità e del lavoro quotidiano, ma anche idee in lingue diverse. Un punto di forza durante il mio soggiorno è stato vedere il vero amore tra le persone e il desiderio di ogni persona di dare il loro meglio per gli altri. Mi ha colpito la disponibilità dei giovani ad offrire il loro aiuto volontario. Mi rallegro di essere in grado di tornare in Egitto con tutte queste nuove esperienze nella mia testa.


Desiderio di preghiera

Velimir (Croazia)

A volte, le persone cadono in una « routine di fede » - la preghiera e l’atto di andare in chiesa diventano seplici tradizioni, lo facciamo perché « è così ». Un soggiorno a Taizé rende la preghiera obbligatoria, non nel senso di un vincolo, ma di un desiderio. Ci concentriamo sul dialogo e sulla nostra relazione con Dio. Ma non è solo la preghiera che costruisce la spiritualità qui: è anche la fiducia. Condividiamo le nostre opinioni con i giovani che abbiamo appena incontrato, ci affidiamo agli altri e a Dio.

Se partecipate agli incontri a Taizé e volete proporre un testo o una illustrazione per questa pagina, si prega di contattare echoes taize.fr.

Printed from: http://www.taize.fr/it_article15250.html - 21 October 2018
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