Testo biblico con commento

Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

JPEG - 31.8 Kb

2019

Marzo

Luca 10, 38-42: Beati quelli che ascoltano
Mentre Gesù era in cammino con i suoi discepoli, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». (Luca 10,38-42)

In questo testo, Gesù è “in cammino”, cammina con i suoi discepoli. È invitato da una donna, di nome Marta, nella sua casa, dove c’è anche sua sorella Maria. Le due sorelle si comportano in maniera diversa: Marta è attiva, indaffarata, distratta anche da tutto ciò che bisogna preparare, mentre Maria, seduta accanto al Signore, ascolta ciò che dice.

Se Gesù è portato a valorizzare questo secondo atteggiamento, dobbiamo innanzitutto precisare che egli è costretto a farlo sull’insistente domanda di Marta. È lei che lo spinge a fare una scelta tra le due sorelle, quando ella gli dice: “Non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola?”. Ne serve di spontaneità per intervenire così davanti a Gesù!

Dispiace che, con la sua critica esplicita, Marta rimetta in un certo modo in questione quanto c’è di molto bello nel suo servizio e rovini il carattere gratuito e disinteressato di ciò che fa. È come se cercasse una ricompensa o che sperasse anche di vedere il maestro criticare sua sorella…

Secondo alcune traduzioni, Gesù dice che Maria ha “scelto la parte migliore” – un comparativo che purtroppo aggiunge un’idea di competizione, mentre il testo originale dice semplicemente che ella scelto ciò che le sembrava veramente buono. Ora, precisamente, Gesù non fa una classifica per sapere chi ha l’atteggiamento migliore, ma sottolinea piuttosto quanto sia buono quello di Maria.

Ma qual è questo “unico necessario” evocato da Gesù? Un versetto del capitolo che segue ci aiuta a scoprirlo: ciò che Gesù indubbiamente apprezza nell’atteggiamento di Maria è la sua capacità ad ascoltare. Interrogato da una donna dalla folla, Gesù le dice: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Luca 11,28).

Se Maria ci è data da Gesù come un esempio, è per il fatto che ella rappresenta l’atteggiamento stesso del discepolo: un ascolto che porta a mettere in pratica la parola, a “osservarla” nella vita. In altre parole, non si dovrebbe comprendere l’osservazione di Gesù come una critica del servizio in quanto tale: lui stesso, l’ultima sera della sua vita, ha lavato i piedi ai suoi discepoli! (vedi Giovanni 13). Ed egli stesso prenderà il posto di Marta dicendo: «Io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Luca 22).

Un altro versetto che rende comprensibile questo incontro lo troviamo nel capitolo precedente: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme» (Luca 9,51). Letteralmente il testo dice che “induri il suo volto” verso Gerusalemme, il luogo della sua condanna e del suo passaggio glorioso al Padre.

Questo dettaglio di contesto può aiutarci ad ammirare l’atteggiamento di Maria. In effetti, è come se avesse compreso, più di chiunque, che questa visita di Gesù potrebbe non più capitare. Ogni parola, ogni parabola, è per lei come l’espressione di un’ultima volontà.

Allora sì, Maria ha scelto ciò che è buono: essere attento alle parole di Gesù – perché non sarà qui per sempre. Ella adotta nella sua vita quel che la colpisce di Cristo: uno sguardo di benevolenza e un ascolto esente da giudizio.

Lasciamo che questo testo c’interroghi a nostra volta: come mantenere, nelle nostre attività e nei nostri impegni, un posto all’essenziale, un luogo per ricaricarsi? Sì, c’è una sorgente inesauribile nella parola di Dio – che non dovrebbe mai portarci ad opporre vita attiva e ascolto contemplativo, ma incoraggiarci invece a vivere i due.

È questo che Maria ha capito e che anche noi possiamo scoprire: un atteggiamento accogliente, di attento ascolto che porta ad amare il quotidiano della vita. È forse questa la sola cosa che c’insegna la morte: quanto sia urgente amare.

- Quale parte di me, del me atteggiamento di fronte alla vita, mi avvicina a Marta e a Maria?

- Qual è per me «l’unico essenziale» nella mia relazione con Dio? E nella mia relazione con gli altri?



Altre meditazioni bibliche:

Printed from: http://www.taize.fr/it_article172.html - 26 March 2019
Copyright © 2019 - Ateliers et Presses de Taizé, Taizé Community, 71250 France