Testo biblico con commento

Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

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2018

Agosto

Neemia 8,1-12: La gioia di Dio, vostra forza!
Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge.
 
Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza, (…) aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. I leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi. Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
 
Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: "Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!". Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemia disse loro: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza". I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: "Tacete, perché questo giorno è santo; non vi rattristate!". Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con grande gioia, perché avevano compreso le parole che erano state loro proclamate. (Neemia 8,1-12)

Questo racconto biblico si svolge un centinaio d’anni dopo la fine dell’esilio: il Tempio di Gerusalemme è ricostruito così come le mura della città. Neemia, come governatore della Giudea, ha fatto diverse riforme civili, sociali e religiose, ci sono stati molti cambiamenti in poco tempo.

Il testo descrive il grande desiderio di tutto il popolo, uomini, donne e adolescenti, di ascoltare le Scritture, di ascoltare la Legge di Dio. Essi capiscono che, per poter ricominciare, non hanno solo bisogno di un tempio e di mura. Tutti ascoltano attentamente per più di sei ore. Le Scritture parlano raramente della proclamazione delle Scritture stesse e l’immagine è straordinaria: Esdra benedice il Signore, lui e i Leviti leggono la Legge di Dio, e ne spiegano il significato.

In quel momento la gente inizia a piangere. Non sappiamo esattamente perché: forse è perché vedono quanto il loro modo di vivere è lontano da ciò che è prescritto nella Legge oppure per altri motivi? Neemia quindi offre loro da mangiare un buon pasto e da bere bevande eccellenti. E aggiunge: “Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza”. Si tratta della gioia di Dio stesso, o la gioia di un uomo la cui fonte è Dio, oppure una gioia che ha il Signore come oggetto, che va verso il Signore, una gioia sacra diversa dalla gioie profane?

“La gioia del Signore è la vostra forza”. Uno dei rimproveri fatto alla fede cristiana, una critica che si trova, per esempio, in Nietzsche, è che essa esalterebbe la debolezza e la sofferenza. Per quanto riguarda la gioia e la forza, sarebbero sospette. Secondo queste critiche, il messaggio del cristianesimo sarebbe: Gesù era debole e ha sofferto, così fate lo stesso.

Ma questo passo ci dice qualcos’altro. Rende chiaro che nella fede come nella vita è necessaria la gioia, non come realtà superflua o periferica, non come un epifenomeno che non ha influenza diretta sulla nostra esistenza, e nemmeno per distrarci dai nostri problemi. Ci vuole gioia per avere la forza di stare sulla retta via, per dire di sì alle esigenze delle Scritture.

Ovviamente, non si tratta qui di gioia come sentimento che dipenderebbe interamente dal nostro umore. È la gioia di Dio, più discreta e più profonda delle nostre emozioni fluttuanti, una gioia che è presente anche quando non la sentiamo. Una gioia che è anche fragile, perché quando Neemia torna a Gerusalemme dopo un soggiorno di due anni presso il re, si rende conto che poche persone sono rimaste salde.

Proprio come a quel tempo, anche oggi il popolo di Dio sta vivendo grandi sconvolgimenti e incertezze. Ha sete di ascoltare parole che danno vita. Siamo pronti a benedire il Signore, a leggere le Scritture e a trovare in esse un significato che dia gioia e forza, per mantenere la retta via anche nei momenti difficili?

- Ho già sperimentato la gioia come una forza che mi ha messo in cammino? Quando e come?

- La lettura della Bibbia illumina la mia esistenza? Quali sono i passi che mi aiutano maggiormente nei momenti di prova?



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Printed from: http://www.taize.fr/it_article172.html - 15 August 2018
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