frère Alois 2017

Verso l’unità del continente europeo

Di fronte all’arrivo dei migranti, superiamo la paura!

L’incontro organizzato dalla comunità di Taizé alla fine di dicembre 2016 a Riga ha radunato giovani da tutta l’Europa.(1) Provenendo sia da paesi che fanno parte dell’Unione Europea sia da paesi che non ne fanno parte, hanno fatto l’esperienza della fraternità che può unire persone da tutto il continente.

Questo incontro nel nord permette anche ai giovani di altre regioni di scoprire il paesaggio baltico dell’Europa, una delle sfaccettature delle meravigliose diversità dei popoli, ciascuno con la sua storia, le sue tradizioni, le sue particolarità..

Per un avvenire di pace è necessario che gli europei allarghino le loro coscienze per far crescere una solidarietà fra tutti i paesi del continente. Moltiplicare i contatti, gli scambi, le collaborazioni è fondamentale.

La costruzione dell’unità del continente non può avvenire se prima non si instaurano dialogo ed ascolto fra i paesi: quelli dell’Unione Europea e gli altri, quelli dell’Europa occidentale e quelli dell’Europa centrale ed orientale, quelli del Nord e quelli del Sud. Ogni paese, piccolo o grande, con le proprie specificità, deve far sentire la sua voce. Sforzarsi di comprendere dall’interno la mentalità degli altri è essenziale affinché gli atteggiamenti talvolta discordanti siano meglio compresi e non suscitino reazioni mosse solo dall’emotività.

Potranno gli europei scoprire che le loro radici comuni sono ben più profonde delle loro divergenze?

L’Europa ha sviluppato uno slancio di riconciliazione dopo la Seconda Guerra mondiale. Ha conosciuto un nuovo periodo di ricerca di unità dopo la caduta del Muro di Berlino. Molti giovani percepiscono che l’Europa non continuerà a costruirsi se non approfondisce questo ideale di fraternità. Essi aspirano ad una Europa non solo unità all’interno di se stessa bensì aperta agli altri continenti e solidale con i popoli che attraversano grandi difficoltà.

In tutto il mondo, donne, uomini e bambini sono costretti ad abbandonare la loro terra. È la loro angoscia che li induce a partire. È una motivazione più forte di tutte le barriere costruite per fermare il loro cammino. Le inquietudini delle regioni ricche non scoraggeranno chi sperimenta sofferenze intollerabili a lasciare il proprio paese.

Alcuni affermano: “Non possiamo accogliere tutto il mondo”. Altri, al contrario, considerano che gli spostamenti di popolazioni al quale stiamo assistendo sono ineluttabili perché causate da situazioni insopportabili. Cercare di regolare questi movimenti è legittimo e necessario. Abbandonare i rifugiati nelle mani di trafficanti, con il rischio di morire nel Mediterraneo, è contro ogni valore umano.

I paesi ricchi non possono eludere la loro parte di responsabilità per le ferite della storia e per gli sconvolgimenti ambientali che hanno causato e continuano a causare le enormi migrazioni provenienti dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’America Centrale, ed anche da altre regioni. Oggi, certe scelte politiche ed economiche dei paesi ricchi stanno continuando a creare instabilità in altri paesi.
Le società occidentali devono andare oltre la paura degli stranieri, delle differenze culturali, e cominciare con coraggio per modellare il nuovo volto che le migrazioni stanno già dando loro. Anche se l’arrivo di migranti crea reali difficoltà, la loro venuta può essere l’occasione per stimolare l’Europa allo sviluppo dell’apertura e della solidarietà.

Ci sono posti in cui il numero di arrivi è così alto che gli abitanti sono sopraffatti ed esausti, e questo è comprensibile. L’onere è troppo grande per loro, dal momento che i paesi europei non hanno ancora trovato un modo per assumerlo insieme . Ma molte persone stanno offrendo una generosa accoglienza ai rifugiati e stanno scoprendo che i contatti personali possono spesso portare a una bella comprensione reciproca.

Nulla sostituisce la relazione personale. Questo è vero in particolare per quanto riguarda l’Islam. Musulmani e cristiani possono cercare misure concrete per testimoniare insieme la pace e per rifiutare insieme ogni violenza giustificata in nome di Dio. Circa 800 anni fa, Francesco d’Assisi, nel suo desiderio di contribuire alla pace, non ha esitato a recarsi in Egitto per incontrare il Sultano. Madre Teresa ha dedicato la sua vita ai più poveri tra i poveri, qualunque fosse la loro religione.

I paesi europei che vogliono isolarsi non avranno futuro. Tra gli europei stessi, così come nel loro contatto con i rifugiati, l’amicizia e il sostegno reciproco è l’unica via per preparare la pace.


(1) Dal 28 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017, giovani adulti provenienti da tutto il continente, cattolici, ortodossi e protestanti, hanno partecipato al 39° incontro europeo animato dalla comunità di Taizé a Riga, capitale della Lettonia. Il 2 gennaio, questo incontro è stato esteso a Tallinn (Estonia) e a Vilnius e Kaunas (Lituania). È stata una tappa del "pellegrinaggio di fiducia sulla terra" intrapreso da Taizé da molti anni.

Printed from: http://www.taize.fr/it_article21325.html - 21 November 2017
Copyright © 2017 - Ateliers et Presses de Taizé, Taizé Community, 71250 France