Madrid 2018

Messaggi ricevuti per l’incontro

Papa Francesco

Cari giovani,

Giunti numerosi, da tutta l’Europa e anche d’altri continenti, per vivere a Madrid il 41° incontro organizzato e animato dalla Comunità di Taizé, siete invitati a «non dimenticare l’ospitalità». È il tema che guiderà le vostre riflessioni, illuminerà la vostra preghiera e che sarete portati a riprendere durante gl’incontri internazionali a Taizé, o ancora a Beirut e a Città del Capo. In questa prospettiva, Papa Francesco ci tiene ad assicurarvi la sua vicinanza spirituale. E, a seguito della recente assemblea de Sinodo dei Vescovi a Roma su «i giovani, la fede e il discernimento vocazionale», vuole ridirvi che con tutta la Chiesa, si fida di voi. Il Santo Padre vi ringrazia anche d’aver fatto la scelta di partecipare a questo raduno, per aprire la porta del vostro cuore al Signore e alla sua Parola, così da rendere visibile e far crescere una cultura dell’incontro, accogliendovi gli uni gli altri nel rispetto delle vostre differenze.

Il Papa v’incoraggia a «[...] mai perdere il gusto di godere dell’incontro, dell’amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri. [Perché] i cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in spazi di fraternità» (Messaggio per la XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù, 25 marzo 2018). Così, v’invita a fare posto al Signore nella vostra vita e a scoprire che, grazie all’amicizia con Gesù, è possibile vivere un’ospitalità generosa, imparare ad arricchirsi con le differenze degli altri e a far fruttare i vostri talenti per diventare costruttori di ponti tra le Chiese, le religioni e i popoli.

Il Papa domanda allo Spirito Santo di aiutarvi, giovani protestanti, cattolici e ortodossi, a crescere nella fiducia in Dio che vi accoglie e vi ama così come siete e che vi chiama ad accogliere la differenza come un cammino di comunione.
Che l’esempio di Maria, il cui «amore pieno di audacia e tutto proiettato verso il dono di sé», vi stimoli a vivere in concreto «quella carità che ci spinge ad amare Dio al di sopra di tutto e di noi stessi, ad amare le persone con le quali condividiamo la vita quotidiana» (Ibid.). Con il cuore pieno di speranza, il Santo Padre v’incoraggia, con la grazia di Dio, l’accoglienza e il sostegno dei vostri fratelli e sorelle adulti nella fede, a usare i vostri talenti, la vostra energia e le vostre forze per migliorare il mondo e fare in modo che ogni persona possa trovare il suo posto in seno alla grande famiglia umana. Egli conta su di voi e sul vostro entusiasmo per rilevare la sfida dell’ospitalità, in particolare facendovi prossimo a quella umanità ferità e a quelle e quelli che sono tenuti ai margini, rifiutati o esclusi, ai piccoli e ai poveri!

Affidandovi al Signore affinché possiate accoglierlo, sull’esempio della Vergine Maria, e permettergli di colmarvi della sua gioia, il Santo Padre vi dona con tutto il cuore la sua benedizione, a voi giovani partecipanti a questo incontro, ai Fratelli di Taizé, come anche a tutte le persone che, a Madrid, vi aprono le loro porte e vi accolgono.

Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità.


Il Patriarca ecumenico Bartolomeo

Cari giovani,

Quest’anno, è a Madrid, in Spagna, che vi ritrovate per meglio passare, in preghiera e nel più fraterno dei modi, in un nuovo anno che necessita più che mai del vostro impegno in quanto «sale della terra» e «luce del mondo» (Mt 5,13-14). La forza della vocazione cristiana nella società è condizionata dall’attaccamento delle Chiese all’unità. Nel corso del loro cammino storico, le Chiesa e comunità cristiane sono state costantemente attaccate alla preservazione dell’integrità del corpo di Cristo. Anche se oggi questa unità continua ad essere scossa, tuttavia non rimane meno il desiderio e la volontà di avvicinamento, che definiscono l’identità stessa del dialogo ecumenico, non sono solo una possibilità, ma anche una opportunità.

Siamo contenti in modo tutto particolare per la tenuta di questo 41° incontro europeo di giovani. Durante queste giornate, scoprirete sia la diversità del cristianesimo nella pregnanza dei rapporti umani, sia la storia e la vita delle comunità locali che vi accoglieranno. Infatti gl’incontri europei di Taizé sono innanzitutto un modo d’esporsi alla ricchezza di una fede condivisa che si declina a seconda delle culture e civiltà che essa ha plasmato nel tempo.

Ma non c’è vero incontro senza lo spirito d’ospitalità che lo nutre. Nella Chiesa ortodossa, la concezione teologica del divino è un’immagine di Dio come incontro e comunione, come ospitalità e inclusione. È per questo che l’icona tradizionale di Dio-Trinità è la rappresentazione di tre stranieri nelle sembianze di angeli accolti da Abramo sotto le querce di Mamre, come descrive il capitolo 18 della Genesi. Non li ha visti come un pericolo o una minaccia alle sue abitudine o ai suoi beni. Al contrario, egli ha spontaneamente e apertamente condiviso con loro la sua amicizia e il suo cibo. È come ricompensa alla sua ospitalità disinteressata che Abramo si è visto promettere ciò che gli sembrava impossibile, una discendenza nonostante la sterilità di sua moglie. L’ospitalità è un dono e una grazia.

Non ha torto colui che spera nella volontà di dialogo e cooperazione di popoli dalle convinzioni religiose differenti, aprendo la porta della coesistenza dell’umanità intera in un mondo in pace. Quanti stranieri saranno accolti alla nostra tavola? Questa è anche la domanda che ci pone la ricerca dell’unità dei cristiani. In un documento ufficiale intitolato «La missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo», il Santo e Grande Concilio della Chiesa ortodossa del giugno 2016, articola i temi accoglienza, pace e giustizia: «La Chiesa ortodossa pensa che sia suo dovere incoraggiare tutto ciò che è messo realmente a servizio della pace e che apre la via verso la giustizia, la fraternità, la vera libertà e l’amore reciproco tra tutti i figli dell’unico Padre celeste, come anche tra i popoli che costituiscono una sola famiglia umana. Essa solidarizza con tutti quelli che, in diverse parti del mondo, sono privati dei beni della pace e della giustizia».

Infine, preghiamo per voi e vi benediciamo. Che la grazia dell’unità irradi in ciascuno di voi e sia portatrice della speranza che sostiene la vita della Chiesa affinché siate degni operai della vigna del Signore.


Il Patriarcato di Mosca

A nome di Sua Santità il Patriarca Cirillo di Mosca e di tutta la Russia e mio personale, saluto cordialmente tutti quelli che oggi sono riuniti a Madrid per l’incontro annuale della gioventù cristiana, organizzato dalla comunità monastica di Taizé. Auguro a tutti voi un buon Natale e un buon Anno.

La venuta nel mondo del Signore Gesù ha aperto la strada a una vita nuova, offrendo agli uomini la luce di una speranza incancellabile, incitando alla trasfigurazione spirituale e al perfezionamento morale, poiché Cristo «non è venuto per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo» (Gv 12,47).

L’incontro dei giovani organizzato dalla Comunità di Taizé dimostra in maniera luminosa che la gioventù cristiana è chiaramente consapevole sulla necessità di contribuire insieme allo stabilimento dei valori cristiani di carità e solidarietà nelle mentalità. «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Il vero amore, la carità operosa, è uno dei criteri fondamentali di fedeltà al Vangelo. Per questo, le iniziative prese in comune dalle giovani persone, unite da una stessa aspirazione di fare del bene attorno a sé, hanno un’immensa importanza per l’autentica testimonianza del Cristo nel mondo contemporaneo.

L’incontro di quest’anno ha per tema «Non dimentichiamo l’ospitalità!». Il mondo d’oggi attraversa tempi difficili di guerre e conflitti, che forzano molte persone a lasciare la loro patria in ricerca di sicurezza e un futuro migliore. Non stupisce il fatto che folle di rifugiati si siano precipitati verso i paesi più prosperi d’Europa. In queste condizioni, è importante che i cristiani europei diano prova di solidarietà e si mostrino ospitali verso i bisognosi, vedendo in ogni esiliato il Cristo, nato in una grotta e che non aveva un luogo dove posare il capo. Un pegno profondo di solidarietà umana è contenuto nella filiazione divina di tutti gli uomini, che ci è rivelata nell’evento stesso della Natività di Cristo, e dunque nella loro fraternità che supera tutte le differenze nazionali e sociali. In Cristo, che ci ha fatto dono di questa fraternità, «Non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti» (Col 3,11).

Siate testimoni dell’amore di Cristo, vincitore dell’odio di questo mondo, aiutando chi vi è vicino e tutti gli uomini, sostenendo tutti quelli che ne hanno bisogno. Facciamo in modo che ci sia più amore tra gli uomini durante l’anno che si apre, facciamo sì che l’acclamazione angelica di questi giorni di Natale «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama» (Lc 2,14) faccia vibrare di gioia ogni cuore umano!

Che la benedizione di Dio sia su voi tutti. Con la mia amicizia nel Signore.

Hilarion, Metropolita di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento delle relazioni ecclesiali del Patriarcato di Mosca


L’Arcivescovo di York, John Sentamu, primate d’Inghilterra

In questi giorni di Natale, celebriamo la gloriosa verità che Gesù è venuto ad abitare con noi. Alleluia! Che Dio vi benedica tutti mentre Taizé viene a Madrid per celebrare l’ospitalità di Dio!

Anche se non c’era più posto nell’albergo, un luogo è stato trovato per il Bambino Gesù con Maria e Giuseppe, e il neonato è stato posto in una mangiatoia. Almeno degli stranieri, pastori e magi, gli hanno fatto buona accoglienza. In loro compagnia, troviamo tutti un’accoglienza nel presepe di Natale, dove con loro, condotti presso il Re Pastore, pieghiamo il ginocchio in adorazione. È così che anche noi troviamo la nostra dimora in Lui.

Dio ha sempre preparato una dimora per noi. La terra che ha fatto è ora la nostra preziosa abitazione, affinché la custodiamo e la amiamo, e perché la condividiamo. È nostro compito fare in modo che, per la potenza dello Spirito Santo, essa rimanga un mondo ospitale – per i nostri vicini del mondo, per coloro che hanno bisogno oggi della nostra accoglienza e per le generazioni future. Non dimentichiamo l’ospitalità!

Gesù ha promesso prima della sua morte e risurrezione che ci avrebbe preceduto per prepararci un posto. La sua bontà non conosce limiti. Come il figlio che ritorna da suo padre nella storia che egli ha raccontato, siamo sempre i benvenuti quando ci volgiamo verso Dio. E tutti gli angeli del cielo si rallegrano!

Gioite dell’accoglienza che Dio vi fa, mentre siete riuniti in Gesù, questa settimana in Spagna! Che lo Spirito Santo vi ricolmi di grazia per portare con voi questa accoglienza, ovunque andiate.


Il Segretario Generale del Consiglio Ecumenico dele Chiese, Rev. Olav Fykse-Tveit

««Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio» (Efesini 2,19).

È un piacere salutarvi, giovani pellegrini coi quali camminiamo nella fede, in nome di questa comunione universale di cristiani e di comuu nità cristiane che è il Consiglio Ecumenico delle Chiese, nel momento in cui vi riunite a Madrid per il 41° Incontro Europeo di Giovani di Taizé.

Per numerosi decenni, il movimento ecumenico ha attinto sostegno, dinamismo e ispirazione dalla Comunità di Taizé e del vasto slancio che essa ha suscitato.
Con Taizé, vediamo che l’ecumenismo non consiste solo nel gestire delle differenze o a sormontare vecchie divisioni tra cristiani. Ma si tratta di costruire la comunione, l’amicizia o “koinonia”, fondata sulla nostra relazione con Dio per mezzo di Cristo, e avere un ardente desiderio d’adoperarsi per la giustizia nel mondo. Questo movimento deve basarsi sull’amore. Si tratta di fare pienamente l‘esperienza della base solida che viene da una fede condivisa, da una vita condivisa, dalla condivisione della preghiera, del canto e del silenzio. Si tratta di rinnovare e ridare vita alle nostre Chiese, e trasformare il mondo con una solidarietà amorosa.

Taizé incarna sotto molti aspetti tutto ciò che si fa di meglio nel movimento ecumenico.

Questi giorni siano per voi un momento d’incontro e di crescita nell’amicizia, un momento di benevola condivisione, di fraternità e di progresso spirituale, un momento d’ispirazione e rinnovamento. In altre parole, siano un incontro in cui ricevere e offrire l’ospitalità, affinché, come dice la Bibbia, non siate più stranieri, ma amici e membri della grande famiglia di Dio.

Di fatto, l’ospitalità di cui Taizé è un esempio non è giusto una forma di buna educazione. L’ospitalità non esprime semplicemente uno dei nostri lati buoni, ma è una relazione nella quale entriamo: una relazione di accoglienza benevola e fiduciosa, di reciprocità e amicizia, di condivisione del cibo e di un luogo di riparo. Essa implica inevitabilmente di farsi pure vulnerabili e talvolta anche di correre dei rischi. Invitiamo gli altri nella nostra casa e dunque nel nostro cuore.

L’ospitalità è una forma d’accoglienza incondizionata dell’altro per amore. Sta lì il dono specifico, il carisma di Taizé.

E anche un’esigenza biblica fondamentale e ciò a cui impegna l’essere stesso di Dio: il suo amore senza condizione e senza discriminazione significa che Dio è colui che in questo mondo ci accoglie, e in Cristo condividiamo con altri questa benedizione d’appartenere a una stessa famiglia.

Dio è veramente la nostra «casa» - ovunque viviamo o ci muoviamo - e con ciò noi diventiamo la famiglia di Dio, «un luogo dove Dio viene ad abitare» sulla terra, come dice la lettera agli Efesini.

Un amore così accogliente - offerto gratuitamente e ricevuto umilmente - è oggi necessario in tutto il mondo. Che si tratti d’accogliere degli immigrati, garantire la sicurezza a dei rifugiati, provvedere ai senzatetto e ai bisognosi, o ancora capire, dialogare con empatia con coloro che sono diversi da noi, la nostra affettuosa ospitalità può salvare vite, creare comunione e portare salvezza al nostro tempo.

Voi siete in prima linea in questo movimento ecumenico d’amore, non solo per il futuro, ma già ora. Per questo prego che l’incontro a Madrid rafforzi i vostri cuori ed estenda il vostro impegno e il vostro amore per Dio e per questo mondo creato da Dio.

Con voi in Cristo.


Il Segretario del Forum Cristiano Mondiale, Rev. Casely Baiden Essamuah

Il Forum cristiano mondiale invia i suoi saluti nel nome del Signore e Salvatore Gesù Cristo alla comunità internazionale dei giovani riuniti in questa fine anno 2018.
Il vostro raduno mostra la testimonianza che rendete all’unità che condividiamo in Cristo con gli altri credenti e in solidarietà con tutta l’umanità. Saluto il sacrificio e la determinazione di cui avete dato prova riunendovi in questo momento e in questo luogo.

Il nostro mondo ha un grande bisogno di simili esempi di superamento delle differenze e delle divisioni attraverso il potere dell’amore e della fiducia. Voi ci incoraggiate. Ci ispirate.

Prego affinché le vostre giornate insieme, nella riflessione, l’adorazione e il silenzio, vi permettano di continuare ad avere un impatto inalterabile nei vostri luoghi d’irradiazione.

Prego perché ritorniate nelle vostre case e nelle vostre chiese rinnovati nel vostro impegno a costruire ponti tra le persone e soprattutto a coltivare costantemente la relazione che tutti avete con Dio che ci ama di un amore così ardente dimostrandolo con la morte di Gesù sulla croce.

Infine, prego affinché il sogno di Giacobbe divenga la vostra esperienza, lui che ha detto: «Certo, il Signore è in questo luogo (...) Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo» (Genesi 28,16-17).


Il Segretario Generale della Federazione luterana mondiale, Rev. Martin Junge

Non dimentichiamo l’ospitalità.

Care sorelle, cari fratelli in Cristo,

è con grande gioia che invio con questa lettera i più calorosi messaggi di fraternità della Federazione luterana mondiale, nel momento in cui siete riuniti per l’incontro europeo di giovani di Taizé.

Ringraziamo Dio per la presenza di ciascuno e ciascuna di voi. Siamo incoraggiati dal vedervi riuniti, condividendo le Scritture, pregando insieme, cantando e discernendo la volontà di Dio al cuore del tempo presente.

Sotto molti punti di vista, il tempo presente non è facile, con innumerevoli sfide, tra cui alcune di natura planetaria. Per molti di voi, le risposte adeguate e le proposte concrete per affrontarle sembrano mancare. Penso, per esempio, al cambiamento climatico. Ma anche alla sfida della migrazione che oggi raggiunge livelli mai visti prima.

Per fortuna, come popolo cristiano, siamo incoraggiati da un’esperienza molto viva, che alimenta una fiducia molto profonda: Dio non finisce mai d’essere presente nel nostro mondo. È il messaggio che abbiamo ascoltato a Natale. Celebrando la presenza di Gesù Cristo a Betlemme, gioiamo per la buona novella che Dio ci è venuto incontro, che Dio è venuto per rimanere.

In questo senso, vorrei incoraggiarvi a scoprire una risposta alla sfide presenti che non sia segnata dalla paura, l’ostilità e la chiusura timorosa nel privato e l’individuale, ma al contrario a camminare con fiducia e speranza, per partecipare alla costruzione di una coesistenza tra le persone e con tutta l’intera creazione che renda conto della profondità dell’impatto trasformatore di Cristo nelle nostre vite.

In questa prospettiva, l’ospitalità non è una obbligazione artificiale, ma un’espressione del senso profondo d’umanità a cui Dio ci apre con la sua presenza divina in mezzo a noi.

Non dimentichiamo l’ospitalità, fratelli e sorelle, poiché questo significherebbe dimenticare chi noi siamo e come Dio ci abbia creati: persone intrinsecamente legate le une alle altre riconoscendo il volto di Cristo nell’altro.

Vi rivolgo, da parte della comunione luterana, un caloroso saluto, segnato da un profondo impegno ecumenico e convinto dell’enorme importanza del vostro incontro, in cui, aprendovi agli altri, aprite uno spazio all’ospitalità.

Fraternamente in Gesù Cristo


Il Segretario Generale dell’Alleanza Battista Mondiale, Rev Dr Elijah M. Brown

Vi saluto nel nome di Gesù Cristo e da parte dell’Alleanza Battista Mondiale, famiglia che conta 239 organizzazioni membro, diffuse in 125 paesi e territori, rappresentante 169.000 Chiese e 47 milioni di persone.

Prego affinché in occasione del vostro Incontro Europeo, troviate in Cristo un modello d’ospitalità che potremmo chiamare la Tavola Aperta. Lungo tutto il Vangelo di Luca, spesso Gesù utiliizza il pasto condiviso come occasione di una conversazione ricca d’insegnamento e di una riflessione spirituale. Ciascuno di noi ha un tavolo, un luogo dove può invitare i suoi vicini, un luogo dove si può offrire sia il cibo come anche proporre una riflessione spirituale.

Troviamo nella Chiesa d’Africa quel dono dell’ospitalità che è stato offerto dapprima a Gesù Cristo, Maria e Giuseppe. Il popolo d’Egitto ha accolto la Santa Famiglia come rifugiati politici che fuggivano l’oppressione. Non sapremo mai quale impatto abbia avuto questo su quella famiglia, ma è possibile immaginare che man mano Gesù cresceva, abbia sentito i suoi genitori raccontargli come siano stati costretti a fuggire di notte, chiedendosi come avrebbero trovato la loro strada verso un nuovo paese e come avrebbero trovato amicizia e aiuto in una nuova comunità. Oggi, con un numero di rifugiati nel mondo, il più elevato mai avuto dalla Seconda Guerra mondiale, chiediamoci come ridare più forza a questo valore dell’ospitalità. Ricordiamoci anche che la Chiesa è sempre stata mondiale per natura e che dobbiamo imparare molto dai nostri fratelli e sorelle del mondo intero. Una parte dell’ospitalità si trova nell’umiltà di chi vuole ascoltare e imparare.

In mezzo ai conflitti del nostro mondo, dobbiamo saper trovare l’invito a praticare l’ospitalità della relazione. Delle forze nel nostro mondo di oggi continuano a minacciare e a spaventare le nostre società. Si perpetuano dei genocidi in molteplici contesti. I ricchi sprecano senza limiti mentre l’ombra della fame si affaccia su numerosi paesi. La persecuzione religiosa nel mondo da anni raggiunge uno dei suoi livelli più alti. Uno spirito d’ospitalità c’invita a tessere relazioni – allacciare relazioni con persone che non hanno un’altra fede, che hanno altre appartenenze etniche, che parlano un’altra lingua. Gesù c’invita anche a creare relazioni con i nostri nemici. Le sfide a cui il nostro mondo è confrontato non troveranno soluzioni senza relazioni.
Raccogliete la sfida, voi, giovani credenti! Vivete con una Tavola Aperta – con ogni prossimo in quanto membro della Chiesa mondiale. Nelle periferie del nostro mondo, abbiamo bisogno della vostra voce e del vostro impegno.


La direttrice esecutiva della commissione teologica dell’Alleanza Evangelica Mondiale, Dr. Rosalee Velloso Ewell

A quanti sono riuniti a Madrid, grazia e pace a voi! Mi rallegro per il vostro raduno e ringrazio Dio per la testimonianza che date alla Buona Novella di Gesù Cristo. È un tale dono stare insieme e condividere l’ospitalità di Dio!

Durante l’Avvento e il Natale, ci ricordiamo del modo in cui prepariamo e attendiamo la venuta di Cristo – la sua nascita e la sua seconda venuta. Preparandoci, impariamo ad essere ospiti, ad accogliere i più vulnerabili e coloro che non sono considerati come i benvenuti in questo mondo. L’ospitalità è un dono che Dio fa al popolo di Dio. Essa può essere complicata e difficile; può essere anche meravigliosa e sorprendente. Com’è straordinario che voi possiate incontrarvi per condividere l’ospitalità di Dio e per crescere in amicizia e benevolenza gli uni verso gli altri.

Il Redcliffe Collège, le Società Bibliche Unite e l’Alleanza Evangelica Mondiale hanno pregato per voi. Per quanto mi riguarda, continuo personalmente a pregare per ciascuno di voi, voi che scoprite quanto sia meraviglioso e complesso seguire Cristo in questo mondo.

Che i vostri tempi di preghiera, le vostre celebrazioni e i vostri momenti d’amicizia fraterna siano segni della vostra fede in una società segnata dal dubbio, segni di pace in un mondo in guerra, segni di speranza in luoghi di disperazione e segni dell’amore là dove c’è l’odio.

Il vostro soggiorno a Madrid sia benedetto da Dio. Che Dio vi accordi tutti i doni dello Spirito Santo e vi dia sempre il desiderio di condividere l’amore di Gesù ovunque sarete e ovunque andrete.


Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, M. António Guterres

Sono felice di salutare l’incontro annuale dei giovani della comunità di Taizé. Ancora oggi, mi ricordo del raduno di Taizé a cui ho partecipato come giovane studente e custodisco vivi ricordi dello spirito ecumenico che caratterizza i vostri incontri.
Vi riunite in un’epoca di sfide e incertezze davanti al cambiamento climatico, i conflitti, le crescenti disuguaglianze e l’intolleranza che aumenta. Ma è anche un’era di opportunità, con venti di speranza che soffiano nel mondo intero, in particolare la recente adozione del Patto mondiale sulla migrazione e i risultati positivi della conferenza sul clima in Polonia.

La cooperazione internazionale è più che mai importante e tutti noi abbiamo un ruolo da giocare per far progredire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e costruire un futuro migliore per tutti. Durante il mio mandato, ho visto giovani rilevare sfide planetarie e mostrare che non sono solo i leader di domani, ma quelli di oggi. Per aiutare i giovani di tutto il mondo ad assumere le loro responsabilità, ho lanciato Youth2030, una strategia che mira a lavorare più strettamente e in modo più produttivo con loro per capire i loro bisogni, ascoltare le loro voci e mettere in pratica le loro idee.

Nel 2019, continuerò a contare su di voi per promuovere i nostri obiettivi comuni di pace, sviluppo sostenibile e rispetto dei diritti umani per tutti. Vi prego di accettare i miei migliori auguri per un incontro significativo, un buon Natale e un felice Anno Nuovo.


La Sindaca di Madrid, Mme Manuela Carmena

Mentre il 2018 si conclude, siete in migliaia di giovani a ritrovarvi a Madrid per partecipare al 41° Incontro Europeo di Giovani organizzato dalla Comunità di Taiz, fondata nel 1940 da Frère Roger. Avete accettato l’invito che vi ha fatto il cardinal Carlos Osoro per fare della nostra città il luogo in cui ritrovarvi tutti, cattolici e giovani di altre confessioni cristiane. Auguriamo il benvenuto a ciascuno di voi.

Madrid è una città aperta, multiculturale, tollerante, una città sicura e accogliente. Innanzitutto è accogliente. Il nostro simbolo, sono due braccia che abbracciano ogni persona che viene a visitarci. Ma in questo periodo dell’anno, Madrid è ancora più ospitale, perché interamente immersa nelle feste di Natale che riempiono la città di luci e colori. State certi che vi troverete come a casa vostra.

Madrid è luogo d’incontri importanti, di eventi internazionali e di diversi accordi di pace. Nello scorso novembre, abbiamo accolto il secondo Forum Mondiale sulla Violenza Urbana e sull’Educazione al Vivere insieme e alla Pace. Durante questo Forum ci siamo impegnati a cogliere le cause profonde dei differenti aspetti della violenza tra le persone. So che voi giovani, che partecipate a questo Incontro Europeo, siete pure attaccati alla ricerca della pace nel mondo.

Come Sindaca di questa città, voglio offrirvi, e vi offro effettivamente tutto il sostegno e l’aiuto del Consiglio Comunale e di tutti quelli che tra noi fanno parte di questa istituzione. Siamo a vostro servizio. Vi prego, non esitate a venire a vederci per tutto ciò di cui potreste avere bisogno. Con tutto il cuore, vi auguro un soggiorno molto lieto e fecondo in questa grande famiglia che è Madrid.

Printed from: http://www.taize.fr/it_article25348.html - 16 June 2019
Copyright © 2019 - Ateliers et Presses de Taizé, Taizé Community, 71250 France