Testo biblico con commento

Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

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2021

Settembre

Matteo 12,46-50 : Vivere la fraternità
Mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: “Ecco tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti”. Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre”. (Matteo 12,46-50)

Cosa vogliono dirgli, la madre e i fratelli di Gesù, quando arrivano alla casa dove si trova? Cosa cercano, stando fuori, come dice il testo? Dopo un momento, qualcuno fa notare a Gesù che sono lì: “Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti”. Nello stesso racconto in San Marco, il contesto è ancora più chiaramente teso. Solo pochi versetti prima, nel capitolo terzo del vangelo di Marco, si racconta come i membri della parentela di Gesù fossero venuti a prenderlo. Secondo alcuni di loro, Gesù avrebbe perso la testa e sarebbe stato necessario ricondurlo al villaggio.

È sorprendente vedere come in questo testo evangelico la domanda della fraternità – “chi sono i miei fratelli?” – si pone in un simile momento della vita di Gesù. Che esigenza per lui! Gesù amava certamente sua madre e i suoi fratelli, anche teneramente e fortemente. Questo momento dev’essergli costato. Ma non poteva farci niente. Per accogliere il Regno che viene e diventarne testimone, il cuore umano deve espandersi, i nostri legami umani hanno bisogno di dilatarsi, compresi e forse soprattutto i nostri legami più forti. Quindi è molto spesso in mezzo a sfide, vedi tensioni - Gesù sicuramente non le fuggiva - che il Regno deve crescere.

In tutto il testo, nello spazio di pochi versetti, le parole “madre” e “fratelli” sono ripetute cinque volte ciascuna, tre volte da Gesù stesso. Le parole vengono a cascata. Ascoltando il testo, sembra che sia già suggerita la possibilità di tutto un insieme di madri e fratelli, aggiungendo Gesù stesso alla fine la parola “sorella”. Accogliere il Regno e testimoniarlo significa anche dare spazio a tutti e non dimenticare nessuno.

Un gesto nel mezzo del racconto sembra importante. San Matteo dice che Gesù, dopo aver chiesto “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli”, tese la mano verso i suoi discepoli. Da parte sua, San Marco dice che Gesù girava lo sguardo su quelli che gli stavano intorno. Il testo nelle due versioni non solo fa sentire Gesù, ma invita a guardare - a immaginare - coloro che sono presenti. Chi sono queste persone intorno a lui? Senza dare un quadro dettagliato, qua e là il Vangelo ci offre degli indizi. Sicuramente era un gruppo molto diversificato. Spesso Gesù li chiamava piccoli. Come discepoli di Gesù, dobbiamo imparare a guardare con lui, e per questo a seguire il suo gesto della mano in modo che ci ricordi che il tale o il talaltro, vicino a noi o lontano, è davvero nostro fratello o nostra sorella e, sì, anche quello, quella...

Dopo che Gesù ebbe teso la mano verso i suoi discepoli, disse:“Ecco mia madre e i miei fratelli! perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre”. Fare la volontà del Padre è ciò di cui testimonia Gesù in questo racconto e in tutta la sua vita. Chiunque viene a lui, che lo incontra, nessuno escluso, diventa suo fratello, sua sorella, scoprendosi come lui figlio prediletto del Padre. Ma poi capiamo che queste parole “fratello” e “sorella” non sono titoli da portare. Per noi, fare la volontà del Padre, vivere la fraternità implica tanto il diventare quanto l’essere. Siamo fratelli e sorelle nella misura in cui cerchiamo di diventarlo ogni giorno, muovendoci verso l’accettazione dell’altro e il riconoscimento di ciò che è.

- Posso provare a situarmi a turno prima nella “famiglia di Gesù”, poi in “uno tra la folla”, e ancora “lontano da Gesù”? Cosa provo?

- Quando mi guardo intorno, per seguire in qualche modo il gesto della mano di Gesù, chi vedo? Chi riconosco attualmente come fratelli o sorelle?

- Con quale gesto, quale parola, quale atteggiamento posso sperimentare oggi la fratellanza?



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Printed from: https://www.taize.fr/it_article172.html - 24 September 2021
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