Taizé a Hong Kong: ascolto, pace e sete di silenzio
30 aprile - 3 maggio 2026
Per celebrare l’80º anniversario della Diocesi Cattolica di Hong Kong, l’Incontro Asiatico dei Giovani di Taizé 2026 si è svolto dal 30 aprile al 3 maggio presso la Parrocchia di San Benedetto a Sha Tin. Oltre 330 giovani cristiani provenienti dalla Cina continentale, da Hong Kong, dal Giappone, dalla Corea, dal Sud-est asiatico e dall’Europa si sono riuniti per un cammino spirituale di quattro giorni sul tema “Messaggeri di Speranza”.
Il cardinale Stephen Chow Sau-yan, vescovo di Hong Kong, ha accolto i giovani affermando: «Anche se proveniamo da culture diverse e da diverse Chiese, preghiamo insieme. Siamo tutti sulla stessa barca e procediamo insieme; voi siete tutti discepoli di Gesù colmi di grazia e orientati alla missione».
Fratel Matthew e diversi altri fratelli di Taizé sono giunti dalla Francia e dalla Corea del Sud per partecipare all’evento. Hanno preso parte all’incontro anche rappresentanti della Hong Kong Sheng Kung Hui (Chiesa Anglicana) e del Consiglio Cristiano di Hong Kong, testimoniando lo spirito di preghiera ecumenica e di comunione.
Due principali introduzioni bibliche sono state tenute dal cardinale Chow e dall’arcivescovo Andrew Chan Au-ming della Sheng Kung Hui, guidando i giovani nell’ascolto della Parola di Dio e mettendo in evidenza l’amicizia ecumenica tra la Chiesa cattolica e quella anglicana.
L’arcivescovo Chan, riferendosi al recente calo dei giovani nelle parrocchie, ha osservato che i giovani non sono privi di ideali o di fede, ma hanno piuttosto bisogno di maggiore spazio per esplorare e crescere. «I giovani sono molto sensibili alle attività sociali e al volontariato, perché attraverso questi interessi riescono a trovare sé stessi». Ha suggerito che la pastorale giovanile dovrebbe aiutare i giovani a scoprire la propria autentica identità attraverso il servizio, e che gli operatori pastorali dovrebbero mantenere pazienza e fiducia nel progetto che il Signore ha per ogni persona.
Nel corso dei quattro giorni dell’evento, le preghiere comunitarie del mattino, del mezzogiorno e della sera hanno permesso ai giovani di ritrovare la pace interiore e di incontrare il Signore. Nei gruppi di condivisione, partecipanti provenienti da differenti contesti culturali hanno aperto il proprio cuore, raccontando il loro cammino di fede e sperimentando profondamente l’unità e il sostegno reciproco nella fede.
Fratel Matthew ha affermato che vedere giovani di origini diverse riuniti insieme gli ha procurato una «gioia indescrivibile». Durante le preghiere serali ha condiviso alcune meditazioni con i giovani pellegrini, invitandoli a cercare serenità, orientamento, gioia e il significato della vita in un mondo segnato dall’incertezza e dalle tensioni, e a guardare insieme con speranza a un mondo pacifico fondato sulla giustizia e sulla fraternità.
Secondo lui, l’essenza del canto di Taizé consiste in una preghiera ripetitiva che utilizza parole tratte dalla Bibbia o dalla tradizione della Chiesa. Ha osservato che, quando le stesse frasi vengono ripetute per tre o quattro minuti, esse hanno il tempo di penetrare profondamente nell’anima, aprendo uno spazio interiore capace di accogliere il Signore Risorto.
Ha inoltre spiegato che questa preghiera, pur essendo personale, si apre a una comunione più ampia. Ha ricordato i suoi anni da studente, quando cantava da solo i canti di Taizé sapendo che, nello stesso momento, altre persone nel mondo pregavano nello stesso modo. Questa consapevolezza gli permetteva di sentirsi parte di una comunità più grande. Tale pratica può essere un valido strumento per coltivare una vita di preghiera personale centrata su Cristo e per creare uno spazio in cui lo Spirito Santo possa agire.
Nei pomeriggi del 2 e 3 maggio, l’evento ha proposto numerosi laboratori su temi diversi, consentendo ai partecipanti di scegliere secondo i propri interessi ed esplorare il rapporto tra fede e vita. Tra le esperienze spirituali figuravano la spiritualità ignaziana, l’ecologia francescana e la spiritualità attraverso l’arte. Tra i laboratori artistici e sensoriali vi erano la realizzazione di sottobicchieri con filo blu, la creazione di sacchetti aromatici di erbe medicinali cinesi, un laboratorio di statue in gesso, percorsi di alfabetizzazione spirituale e musicale e la meditazione attraverso il caffè.
I laboratori hanno affrontato anche questioni esistenziali e sociali, come l’esplorazione della sessualità e dell’amore alla luce della Teologia del Corpo, l’apprendimento del discernimento nelle scelte matrimoniali attraverso il gioco da tavolo “Cana”, la riflessione sulle responsabilità della vita mediante cortometraggi e le visite ai quartieri di Shek Kip Mei e Sham Shui Po per conoscere la storia della fede nel periodo del dopoguerra. Queste attività hanno offerto uno spazio di riflessione, comunione e pratica concreta, aiutando i giovani a scoprire e testimoniare la speranza nella società contemporanea.
L’incontro si è concluso con una preghiera celebrata come “Festa della Luce”. Il vescovo ausiliare Joseph Ha Chi-shing, il vescovo Timothy Kwok Chi-pui della Sheng Kung Hui e la vicepresidente Leung Mei-ying della Chiesa Luterana hanno impartito insieme la benedizione ai fedeli. Le diverse confessioni cristiane hanno così camminato fianco a fianco con i giovani, portando la fiamma della speranza in ogni angolo del mondo.
Pubblicato il 20 mag 2026