TAIZÉ

Testo biblico con commento

 
Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

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2022

Settembre

Matteo 5,38-48: Amare i vostri nemici
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Matteo 5,38-48)

Gesù ci permette di avere nemici. Può suonare strano a dirsi, ma può essere la prima cosa da notare quando sentiamo Gesù dire nel Discorso della Montagna “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Sa che i nemici esistono. Li ha incontrati nella sua vita.

Se siamo cresciuti in un Paese dove c’è libertà di culto, con un sistema politico maturo e relativamente stabile, possibilmente con una cultura cristiana e in una famiglia amorevole, l’idea di avere dei nemici può sembrare assurda. La parola nemico sembra troppo forte e sicuramente non abbiamo nessuno della nostra cerchia che potrebbe corrispondere a questa descrizione! La società liberale cerca spesso di motivare tutto, e anche quando qualcuno ci ha ferito, cerchiamo di spiegare il suo comportamento per affrontare i nostri sentimenti di ostilità.

Ma ci sono persone che si sforzano di vivere la loro fede in Cristo e per le quali queste parole sono una vera sfida. Come reagirebbe alle parole di Gesù una persona il cui Paese è stato invaso da forze ostili, o che è perseguitato dalla maggioranza etnica o religiosa, o una sopravvissuta ad abusi, sessuali o di altro genere? Queste persone hanno incontrato persone che hanno distrutto le loro case e i loro mezzi di sussistenza, o portato via la loro libertà di culto, o la cui aggressione ha lasciato cicatrici nel corpo e nella mente.

Gesù permette che questi nemici siano nominati. I nemici sono molto reali per le persone che soffrono. I salmi che chiedono a Dio di sconfiggere il nemico sono molto significativi per loro.

Allora come dobbiamo intendere queste parole di Gesù? Dare un nome a questo nemico può essere un primo passo e forse permette a chi ha sofferto di allontanarsi gradualmente dalla persona che gli ha fatto del male. Non possiamo, tuttavia, usare le parole di Gesù per rispondere teoricamente a un’altra persona che ha subito una grande ingiustizia per mano di altre persone. Se lo facciamo, rischiamo di intrappolare quella persona in un senso di colpa per qualcosa che è impossibile per loro dopo quello che hanno passato. Gesù non provoca mai sentimenti di colpa.

Sebbene Gesù abbia detto: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico", da nessuna parte nelle Scritture ebraiche si trovano queste due ingiunzioni insieme. Sicuramente questo era un detto nato dalla credenza popolare, e se siamo davvero onesti con noi stessi, odiare il nostro nemico – per lo meno provare ostilità nei suoi confronti – è spesso la nostra reazione immediata. L’istinto della maggior parte di noi è di volere che questo nemico paghi per quello che ha fatto. L’ultima cosa che voglio è che mi dicano di amarlo.

Non possiamo riuscire ad amare il nostro nemico semplicemente con la nostra logica e le nostre forze. Niente è più lontano dalla nostra natura umana. Questo ci fa capire che queste parole di Gesù fanno parte della rivelazione di Dio. Ci invitano a guardare Gesù, a guardare la sua vita e soprattutto la sua morte e risurrezione. Quando ci troviamo di fronte a un nemico, Gesù non è al nostro fianco? Con la sua morte in Croce, non ama forse, in modo misterioso, questo nemico che noi non possiamo amare?

Nel Nuovo Testamento, l’amore non è solo un sentimento o un affetto. È un atteggiamento che significa essere pronti ad agire per il bene dell’altro. In questo senso, l’amore non esclude la correzione, il rimprovero e neppure la giustizia. L’amore significa fare di tutto per aiutare l’altro.

Quel che è certo è che Gesù vuole aprirci a un amore che va oltre le normali capacità umane. Amare chi ci ama è alla portata di tutti. Gesù ci chiede di andare oltre, di camminare con Lui nel suo cammino, perché l’amore di Dio è imparziale. Dio ama sia i giusti che gl’ingiusti. Siamo invitati a riflettere la natura di Dio. È una grande sfida. Ma Dio non è altrettanto paziente con noi?

Le ultime parole del quinto capitolo di Matteo, il cuore del Discorso della Montagna, “Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”, sono meglio tradotte con “Sarete perfetti” al futuro, in contrasto con l’imperfetto usato nelle frasi precedenti. È quindi una promessa che apre la strada alla perfezione. Non si tratta di cercare una sorta di perfezione morale, ma si può leggere parallelamente a Matteo 5,17 che parla di Gesù che viene ad adempiere la Legge di Mosè. Gesù parla del compimento di tutto con un amore totalizzante.

“Perfezione”, nel mondo semitico, include la nozione di qualcosa che è indiviso o intero. Diventeremo quindi interi e indivisi quando impareremo ad amare imparando da Gesù. Si apre così davanti a noi un percorso dove possiamo rifiutare la violenza con cui l’altro ci minaccia, condividere materialmente ciò che abbiamo con chi è nel bisogno, fare uno sforzo in più e magari amare col tempo quella persona che ci ha trattati ingiustamente e lavorare per il suo bene.

Gli esempi di Menno Simons, Mahatma Gandhi, Martin Niemöller, Sophie Scholl, Martin Luther King Jr, Dorothy Day, Nelson Mandela, Desmond Tutu e tanti altri ci ispirano in questo percorso. Quando iniziamo a guardare alle loro vite, iniziamo a capire cosa potrebbe essere possibile...

- Chi è il mio nemico?

- Quali altre parti della Scrittura mi aiutano a capire il cammino che Gesù suggerisce qui per amare i nostri nemici?

- Cosa potrebbe aiutarmi quando sembra impossibile amare questo o quel nemico?



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Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2022